“A seguito della bufera che si è scatenata sulle commissioni consiliari cittadine immaginavamo che, in uno scatto di orgoglio e di umiltà, il centrosinistra avellinese, preso atto delle leggerezze compiute, si predisponesse ad una morigeratezza dei comportamenti, della quale avrebbe potuto e dovuto farsi garante il presidente del consiglio comunale”. Così in sintesi i consiglieri comunale Giovanni D’Ercole e Carmine Montanile. “Invece, in piena sintonia col concetto patronale della Città tipico della Margherita, il capogruppo Ambrosone propone la soluzione: ‘bisogna predisporre l’indennità di carica per i consiglieri comunali’. Il ragionamento singolare della Margherita prende le mosse proprio dalla “questione Commissioni” e, di fatto, dà ragione a chi sostiene che le Commissioni vengono continuamente convocate solo per dare un surrettizio stipendio ai componenti delle stesse. Se, infatti, dopo l’indennità, come si sostiene, le commissioni non dovessero più riunirsi, questa sarebbe la prova provata di quanto noi sosteniamo. Al capogruppo della Margherita, fautrice del ‘premio di maggioranza in salsa avellinese’, vogliamo ricordare che quando, circa sei mesi fa, la questione indennità si affacciò all’attenzione della Conferenza dei capigruppo, tutta l’opposizione chiese di rimando un serio controllo sulle convocazioni delle commissioni. Alleanza Nazionale esprime la propria netta contrarietà ad ogni ipotesi di stipendiuccio ai consiglieri in quanto portatrice di un concetto di politica al servizio dei cittadini e non a spese dei cittadini e stigmatizza con forza il comportamento di chi, allo scopo di curare un male, utilizza un rimedio peggiore”.
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