Contro i ‘papocchi’ per la città del futuro: Galasso all’ultimo rush

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Avellino – C’era tanto entusiasmo e altrettanta voglia di vincere nelle parole di questa sera. L’uscente sindaco Galasso ha gettato nel pomeriggio le ultime basi per quella che, si augura, andrà a “rappresentare la vittoria dell’Avellino ‘bene’, di quella cittadinanza che, chiamata al referendum monarchia/repubblica, sceglierà la seconda via, quella della libertà, della democrazia, della vera moralità”.

All’incontro, tenutosi presso la sala convegni del Viva Hotel, c’erano i vertici del Partito Democratico. In platea la De Simone – cui il pubblico ha tributato un applauso – Adiglietti, Wanda Grassi, Enzo Venezia, Lello De Stefano, il senatore De Luca e l’onorevole Bianco. E ovviamente c’era lui: Pino Galasso, incorniciato dalla gigantografia – leitmotiv della sua campagna elettorale nonché sottilissimo riferimento al suo avversario, il già sindaco Massimo Preziosi – ‘Guardare indietro non conviene. Meglio Galasso, il sindaco della gente’.

Poche parole – “gli impegni che mi tengono occupato sono tanti, nelle periferie come al centro urbano” – e una certezza: Galasso vuole vincere. “E deve vincere – ha incalzato Enzo Venezia – perché nessuno più di lui lo merita. Galasso ha dimostrato in questi anni di essere stato un sindaco capace: è riuscito a governare una città che poca fortuna aveva portato ai suoi predecessori, ottenendo significativi ed evidenti risultati. Avellino non può tollerare che quegli stessi interessi che lui non ha permesso la facessero da padroni, possano passare all’altra sponda. Ci sono migliaia di metri quadrati in città che ancora aspettano di essere sfruttati, si pensi all’area del Tribunale o a quella antistante il carcere”.

‘CASA GALASSO’ A PORTE APERTE –Dalle parole di tutti gli intervenuti è emersa, in maniera più o meno evidente, la volontà di voler mantenere aperte le porte di ‘Casa Galasso’ e, parlando di ospitalità, ovviamente ci si riferisce a Gengaro, che ha dato il suo ‘niet’ all’apparentamento pro ballottaggio, dopo aver posto il sindaco davanti a un aut aut: “O me, o Festa”. Un aut aut cui Galasso non ha ceduto: Festa si è infatti apparentato con Galasso, nonostante la sua formazione civica e nonostante, in questa scelta, abbia perso la lista “Riscopriamo Avellino”, una delle tre gambe della coalizione “Uniti per Avellino”. Tuttavia il Centrosinistra resta il ben accetto. È stato lo stesso Galasso a confermarlo: “Il dialogo resta aperto con tutti, come lo è sempre stato. Avellino ha bisogno di un centro sinistra unito”.

IL ‘PAPOCCHIO ELETTORALE’: IL CASO AVELLINO CALCIO E LA VICENDA CONCORSI – In questi giorni verso il ballottaggio ‘di fuoco’ sta tenendo banco la questione dell’Us Avellino e dei concorsi per la stabilizzazione dei lavoratori Cocopro. Sulle prime Galasso ha smorzato gli entusiasmi per quello che ha definito un “papocchio elettorale“: “La fondazione – ha tuonato – non si realizza in una settimana”. Il sindaco ha inoltre sollevato dubbi sulla natura giuridica della Onlus: “E’ difficile immaginare una Onlus – che dovrebbe essere senza scopo di lucro – di cui fanno parte un Comune e una Provincia”. Inoltre “la questione dell’iscrizione al campionato non dipende da Macalli, presidente della Lega Pro, ma da Abete, Presidente della Lega Calcio ed è un qualcosa che la società può tranquillamente ottenere – senza interventi terzi – solo con qualche punto di penalizzazione per l’anno prossimo”. Sulla questione concorsi, Galasso ha precisato ulteriormente tutto l’iter che ha portato a fissare le date degli esami per la stabilizzazione dei Cocopro al 24 e 25 giugno. “Se Preziosi mi accusa di aver fissato intenzionalmente le date a ridosso del ballottaggio è evidente che è male informato: in Consiglio fu infatti deliberato all’unanimità che soltanto i concorsi meno affollati potessero essere espletati entro il 31 maggio mentre i restanti sarebbero andati conclusi entro il 31 giugno”.

È iniziato così il countdown. Avellino, così come Ariano Irpino, chiamata nuovamente alle urne, deciderà la storia futura dell’Irpinia: la città capoluogo si abbandonerà anch’essa, lasciandosi ‘cullare’, al vento di centro destra – già entrato nelle finestre di Palazzo Caracciolo – o resterà affezionata a quello che fino a pochi mesi fa sembrava il suo unico amore, il buon vecchio centro sinistra? (di Oderica Lusi)

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