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E’ da qui che i due sindacalisti di Cgil e Uil avviano le proprie riflessioni. “Stigmatizziamo il comportamento della Cisl rispetto all’elezione del presidente: una logica di parte senza rispetto del principio dell’alternanza che invece vige in tutta Italia – commenta Cutillo -. L’anno prossimo scadrà la presidenza regionale che al momento ci appartiene. Dovremmo anche noi ragionare così? E’ una logica di intreccio sedimentata negli anni che si deve scardinare”. Ma, di fronte all’empasse, come saranno affrontati i grandi problemi dell’Irpinia? “Prendo atto della volontà di rottura della Cisl. Una scelta che non crea di certo condizioni di unitarietà solida. Ma sulle emergenze del territorio è fuori dubbio che ci siamo e ci saremo, tutti insieme”.
“La verità è che c’è una grande contraddizione – ribadisce Festa -. A fronte di realtà difficili dove i sindacati sono in prima linea (fondi in ritardo, cassaintegrazione, disoccupazione, settori in forte crisi come la concia e altri che stanno scomparendo, vedi il tessile) l’accaduto non crea di certo forti condizioni di coesione tra le rappresentanze sindacali. Tuttavia, per le questioni generali, il fronte comune non mancherà”. Secondo il segretario generale della Uil, infatti, non è questo “il problema dei problemi”.
Sul lastrico ci sono altre questioni bollenti su cui occorre fare repentina chiarezza. “La rimodulazione dei fondi Cipe (9 milioni di euro) destinati alle Bullonerie in direzione Calaggio; lo sblocco del Contratto d’area a finanza regionale (50 milioni di euro); non da ultimo, togliere dalla strada l’immondizia, applicando una differenziata spinta, incoraggiando la politica del termovalorizzatore e difendendo le aree industriali dalla minaccia dello stoccaggio”, ribadiscono le due segreterie. Che, in caso di risposte non veloci, si dichiarano disposte ad intervenire con le proprie delegazioni. (di Antonietta Miceli)