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L’appuntamento è per il 21 giugno alle ore 21.00, presso l’ex Carcere Borbonico, consueta cornice delle iniziative promosse dall’associazione avellinese. Il concerto di domenica prossima sarà l’occasione del ritorno, dopo tredici anni, di Roberto Cecchetto ad Avellino. Il trio Cecchetto – Rabbia – Majer è di quelle formazioni dove la qualità deve emergere, se vuoi comunicare buona musica e quella che si ascolta da Cecchetto alla chitarra, Majer al contrabbasso e Rabbia alla batteria e percussioni è sicuramente una musica eccellente.
All’appuntamento di domenica, rientrante nella “Festa Europea della Musica”, sarà presente anche Homomusicus, che renderà omaggio a Charles Mingus e Demetrio Stratos. Oltre all’esibizione del trio, sono previsti anche incontri non formali tra vari solisti, come sempre nello stile delle “Jam Session”, il tutto a partire dalle ore 18.30 per sei ore di no stop music. Ma l’attesa maggiore si registra per il 17 luglio, giorno in cui Avellino Jazz ospiterà ‘il vecchio amico’ Enrico Rava ed il suo New Quintet, con la partecipazione di Gianluca Petrella al trombone, Giovanni Guidi al piano, Pietro Leveratto al contrabbasso e Fabrizio Sferra alla batteria. Enrico Rava è sicuramente il jazzista italiano più conosciuto ed apprezzato a livello internazionale e, grazie agli antichi rapporti che coltiva con Avellino, è stato uno dei primi sostenitori di Avellino Jazz 2009. Ritorna così per la terza volta in città, a distanza di tredici anni, per un concerto che si preannuncia entusiasmante.
Continua dunque il successo di Avellino Jazz 2009, partito a gennaio di quest’anno, rassegna promossa dall’associazione FondMusIt che si è affermata in questi mesi come un evento importante nel panorama del jazz italiano. Artisti di qualità e ottima partecipazione di pubblico sono stati gli elementi indicativi di tutti i concerti, organizzati nel complesso monumentale dell’ex carcere borbonico di Avellino, sia negli spazi al coperto sia nelle aree esterne. Artisti internazionali di nuova generazione come William Parker, e Hamid Drake e padri della musica jazz come John Tchicai, musicisti italiani d’affermato valore come Pasquale Innarella, Francesco Lo Cascio, Roberto Altamura, Michele Rabbia, Roberto Bellatalla e giovani realtà del jazz odierno come Toni Cattano e Roberto Raciti, oltre che le locali espressioni jazzistiche, che ruotano intorno alla viva realtà de “Sinjarmajazz” e al movimento creativo irpino SMC, sono stati i protagonisti che hanno reso possibile 10 concerti, con una presenza di pubblico oltre le aspettative (più di 500 i contatti di email, con una presenza di pubblico complessiva di circa 3000 persone); concerti tutti ad ingresso libero e con una platea attenta e competente, oltre che composta da nuovi appassionati.
Le attività realizzate da FondMusIt non si sono limitate ai soli concerti, ma si sono tenuti, in questi mesi, incontri con scolaresche, guide all’ascolto, seminari sul jazz, e altre attività pensate per la promozione culturale e la valorizzazione dell’ Ex Carcere Borbonico di Avellino, con la collaborazione della Soprintendenza BAS, il Conservatorio “Cimarosa”e degli Uffici Scolastici Provinciali.