Avellino – Mezz’ora di discussione per parlare ‘del grande Governo’ o ‘Governicchio del centrosinistra’. (De Lorenzo fa gli auguri a Clemente Mastella, nuovo Ministro della Giustizia, e si infiamma il dibattito). Poi si entra nel vivo dell’ordine del giorno: situazione politica a Piazza del Popolo all’indomani del ‘documento critico’ dei consiglieri Ds Giancarlo Giordano e Antonello Rotondi. Come da rito comincia il sindaco Pino Galasso che mette in evidenza come le righe di inchiostro dei membri dell’Esecutivo della Quercia non abbiano rappresentato altro che un intento per stimolare l’amministrazione. “Abbiamo fatto corse e mi sono reso conto che l’attività della Giunta non è stata molto pubblicizzata: lo faremo nella conferenza programmatica”. Dopo aver fatto l’elenco delle opere realizzate e quelle che a breve renderanno Avellino città cantiere, ritorna al senso del documento. “Un solo rimprovero, quello di non essere stato informato prima. L’ho dovuto leggere sui giornali. Se c’è qualcuno che cerca di trasferire qui quanto successo in Provincia si sbaglia di grosso. La crisi al comune non c’è e non ci sarà”. Segue l’intervento di Antonello Rotondi che dopo la premessa iniziale, “…condivido la lettura del sindaco”, rimarca la sua presa di posizione. “Le questioni vanno chiarite: non c’è stata la sconfessione del gruppo. Abbiamo evidenziato semplicemente lo stato attuale: lo stallo. Leggere sui giornali che l’assessore va via, demotiva; ma non c’è alcun tipo di stanchezza, semplicemente il voler sottolineare che alcune cose vanno messe a punto. Come ad esempio la conferenza programmatica. Non si voleva offendere nessuno”. Sulla stessa lunghezza d’onda Giancarlo Giordano: “Mi è quasi parso di capire che noi siamo assessori eretici. Ma come assessori abbiamo il diritto e il dovere di dire come la pensiamo. Noi lo abbiamo fatto a viso aperto. Senza pensare a poltrone o poltroncine. Tra l’altro la mia è a disposizione del sindaco… so bene che se ho scritto queste cose non le ho inventate. A me hanno insegnato che la politica si fa di fronte alla gente e non solo nelle segrete stanze. Il documento aveva il senso di alzare l’allarme su quanto stava accadendo: il fatto che non siano campate in aria le dimissioni Valeria Spagnuolo. Io la penso così. E l’assenza di Mancino peserà molto. Stavamo lanciando l’allarme per evitare la crisi. C’è l’amministrazione provinciale in questa situazione. Pensiamo che non ci sia automatismo, ma nemmeno si può far finta che non ci siano difficoltà nel centrosinistra… noi abbiamo fatto uno sforzo di responsabilità e non permetto a nessuno di dire ‘meno male che ci sono nella coalizione i bassoliniani’. Noi stiamo stati redarguiti dalla segreteria ….ma il merito c’è. Noi non siamo diventati gli amici del Polo, ma i migliori amici del centrosinistra perchè laddove c’è un problema noi lo solleviamo. Quanto alle poltrone preziose dico che siamo qui per dare risposte alla città”. Insomma i due componenti della squadra Galasso chiariscono le proprie posizioni e le distanze, forse, si allentano. E intanto tra botta e risposta e sottolineature la maggioranza non riesce a convincere l’opposizione che ad ogni modo fa il suo appello: “Se avete un problema risolvetelo”. (t.lomb.)
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