Consiglio – Galasso parte ma senza l’area Ds in Giunta

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Avellino – Primo atto del Galasso bis. Si sono insediati questa mattina ufficialmente, il Consiglio comunale e la Giunta della città di Avellino. L’assemblea è stata presieduta dal consigliere Livio Petitto, il più eletto tra le fila del Pd. Al giovane consigliere è toccato aprire i lavori nella funzione di Presidente del Consiglio.
Trentanove i consiglieri in aula, assenti Pino Freda ed Enza Ambrosone.
Il primo a prendere la parola è stato Giovanni D’Ercole che ha chiesto di aggiungere un ordine del giorno a quelli già in programma. “Noi consiglieri – ha aggiunto il giovane D’Ercole – abbiamo ricevuto un documento con i nominativi dei rappresentanti del Consiglio e gli assessori. Nonostante qualche strana presenza abbiamo dubbi sull’autenticità della firma posta dal sindaco alla fine del documento”. Poi il primo, ma prevedibile, scossone che ha raggelato l’aria di festa.
Sergio Barbaro, presa lettura dei componenti del Consiglio, ha chiesto il depennamento dalla lista. “Non accetto l’incarico di assessore e per questo chiedo di non far parte del gruppo”. Preso atto della scelta del diessino si è passati successivamente alla proclamazione al sindaco e del Consiglio. Elezione avvenuta all’unanimità.
La nomina del presidente e del vice presidente ha superato tre spogli prima di essere ufficializzata. In corsa Antonio Gengaro, Domenico Palumbo e Sergio Barbaro. Alla prima votazione Gengaro ha raccolto 19 voti, Palumbo 11 e Barbaro 7. Una la scheda bianca. L’unico rappresentante consiliare del Centrosinistra Alternativo non ha superato il quorum. Si ritorna alla seconda votazione. Gengaro ottiene 20 preferenze, Palumbo 12, 6 Barbaro, una la scheda bianca. A questo punto… si va al ballottaggio tra Gengaro e Palumbo. La spunta l’ex vice sindaco dell’amministrazione Di Nunno con 21 voti contro i 12 dell’esponente dello scudocrociato. Quattro le schede bianche e due le nulle.
Alle 12.20 Gengaro siede accanto al sindaco Galasso: “Ringrazio la città per avermi dato l’occasione di sedere tra questi banchi. Dedico un pensiero a chi non c’è più. Nel mio ruolo sarò arbitro e garanzia di ogni singolo consigliere, che sia di maggioranza oppure opposizione. Ringrazio, ancora, chi ha fatto un passo indietro per la mia elezione. Sarò aperto a tutti non dimenticando, però, di essere uomo dell’opposizione. Se pecco nel mio compito tutti voi avete il dovere di richiamarmi. Insieme lavoreremo per il bene della nostra amata Avellino”.
Dopo i brevi interventi di Todisco ed Urciuoli, il primo cittadino ha preso la parola per presentare al Consiglio i nomi della nuova Giunta anche se per le deleghe occorrerà pazientare ancora alcuni giorni. Solo quando Galasso avrà ricomposto l’intero quadro potrà conferire il mandato alla ‘rosa dei dieci’. “Mi spiace per la scelta dell’amico Barbaro – ha spiegato il sindaco – che non ha voluto rivestire il ruolo di assessore al posto di D’Avanzo (che aveva rifiutato per motivi personali, ndr). Spero di non aver offeso nessuno e di aver dato seguito alle prerogative di tutti i ventuno consiglieri di maggioranza. Prendo atto, comunque, del diniego di Barbaro. La Giunta, senza alcuna traccia dei bassoliniani, alla fine è risultata così composta: Gianluca Festa (vice sindaco), Livio Petitto, Sergio Trezza, Ivo Capone, Antonio Genovese, Elvira Matarazzo, Salvatore Biazzo, Guido D’Avanzo (che ha accettato in seconda battuta l’incarico), Modestino Verrengia e Luciano Ceccacci. Chi non siede tra questi banchi saprà comunque portare avanti il ruolo di consigliere comunale ed avrà altre opportunità. Ciò che conta è di lavorare sinergicamente per il bene di Avellino, nel rispetto dei ruoli e dialogando in ogni circostanza. Le altre problematiche, che esulano dalle competenze dell’amministrazione, esigo che vengano discusse fuori da questa aula e che nessuno si senta bocciato”.
Subentrano in Consiglio dopo la nomina degli assessori: Gennaro Romei, Antonio Iannaccone, Giuseppe Giacobbe, Michele Palladino, Leonida Maria Gabrieli e Angelo Spica.
Dopo la proclamazione ufficiale, è stata poi avviata una breve discussione politica. Costantino Preziosi ha richiamato ad una civiltà politica specificando che: “… la scelta di Gengaro non è stata unanime. È stata la maggioranza a votarlo e lo ha scelto perché sapeva di essere ben rappresentata”. Anche Italia dei Valori ha preso parte al dibattito con l’unico esponente, Luigi Urciuoli: “Ho rinunciato all’incarico di assessore perché credo che un consigliere comunale debba essere espressione della gente”. Giovanni D’Ercole, nel suo intervento, ha fatto poi alcune puntualizzazioni: “Il sindaco, adesso che ha nominato la Giunta, deve provvedere a riscontare eventuali incompatibilità (Galasso ha a disposizione dieci giorni per questa operazione, ndr). Sui tempi decisionali credo che quaranta giorni siano stati eccessivi e abbiano tolto la possibilità di dialogare su questioni importanti, Piano Strategico in primis. Arrivare all’ultimo giorno per eleggere l’Esecutivo è la dimostrazione della precarietà di questa maggioranza e i fatti di pochi istanti fa ne sono una conferma. Perdere quattro voti alla prima votazione ufficiale è di certo sintomo di fallimento. A questo punto la città è condannata ad altri cinque anni di non governo”.
È stata poi la volta del candidato a sindaco dell’Udc Massimo Preziosi: “Non tollero le prese in giro. Gengaro è stato scelto dalla maggioranza nonostante la violenza con la quale in campagna elettorale abbia usato proprio contro Galasso. La nostra scelta, infatti, è ricaduta su Palumbo. Non ci serve un Fregoli della situazione. Siamo nuovamente di fronte ad un momento pasticciato che preferiamo censurare”.
Sergio Barbaro ed Enzo De Luca hanno preferito astenersi negli interventi . Per il gruppo dei Democratici poi ha preso parte alla discussione Michele Iannicelli: “Prossimamente chiederemo di confluire nel gruppo consiliare del Pd. Per quanto riguarda l’elezione di Gengaro abbiamo dato fiducia ad un rappresentante della minoranza perché non abbiamo pregiudizi e perché sappiamo che su queste basi potremo lavorare bene”.
Infine l’ultima fase della seduta si è concentrata sulla nomina delle Commissioni Elettorali e di Aggiornamento degli Albi dei Giudici Popolari. Anche in questo caso è stata richiesta la partecipazione di tutti i consiglieri.
I tre componenti della Commissione Elettorale sono: Salvatore Cucciniello (14 voti), Ettore Iacovacci (11 voti) e Nicola Battista (12 voti). Componenti supplenti sono risultati : Angelo Spica (13 voti), Marco Cipriano (13 voti), Loris Gliatta (10 voti). Nella Commissione di Aggiornamento degli Albi dei Giudici Popolari rientrano: Giovanni D’Ercole e Gennaro Romei. La seduta consiliare, vista la tarda ora, è stata infine sospesa su richiesta, votata all’unanimità, dal consigliere Giovanni D’Ercole. I lavori saranno ripresi venerdì o la prossima settimana. (di Marianna Marrazzo)

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