Consiglio di Stato contro Tuel: l’ipotesi di Ettore De Conciliis

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Avellino – Se la presidente De Simone ricorre al cavillo della mancanza di “contestualità” delle dimissioni rassegnate dai 17 consiglieri provinciali, c’è chi al contrario avvalora la previsione normativa del TUEL che prevede l’ipotesi di dichiarazioni individuali di dimissioni. E’ il caso del dimissionario Ettore De Conciliis che ne spiega i dettagli: “Nel nostro caso diciassette consiglieri provinciali, con medesimo testo scritto e con medesima autentica notarile (salvo che per il cons. Di Cecilia all’estero) si dimettono dal proprio mandato, tutti e diciassette invocando nell’atto di dimissioni la consapevolezza di stare agendo, contestualmente e contemporaneamente ad altri. Lo stesso giorno alla stessa ora allo stesso minuto gli incaricati con atto pubblico consiglieri Cusano (per il PDL + MPA) e Cardillo (per i Popolari) insieme al consigliere Canonico (unico consigliere UDC) si recano insieme all’ufficio protocollo della Provincia di Avellino e depositano un’unica cartella contenente le diciassette dimissioni. Il protocollo informatico registra che dall’archiviazione della prima dichiarazione di dimissioni alla diciassettesima intercorrono 14 minuti, cioè il semplice tempo materiale per le operazioni di iscrizione di ogni lettera (in media meno di un minuto a lettera). Il solo caso ha voluto che in questi minuti, in altri uffici della Provincia dislocati altrove, si siano ricevute altre notificazioni e, poiché il registro di protocollo è unico ed informatizzato, il susseguirsi delle dimissioni riscontra qualche “salto” nel registro di posta in entrata. Il dipendente dell’Ente preposto al protocollo potrà senza dubbio confermare che le operazioni sono avvenute in continuità le une alle altre e che tutte insieme, diciassette lettere di dimissioni, contestualmente, sono state consegnate. Al di fuori della volontà e dell’azione concreta e dei dimissionari e dell’Ufficio Protocollo, quindi, nella mera sequenza dei numeri si riscontra qualche “salto”, ma l’argomento giuridicamente non esiste perché le notificazioni ricevute da altri uffici sono state ricevute da un altro dipendente: quello che conta, in questo caso, è che il dipendente persona fisica che ha ricevuto i documenti dai consiglieri Cusano, Cardillo e Canonico le abbia ricevute tutte nello stesso momento.
Il dott. D’Addesa, e l’on. De Simone, nell’insistere con la convocazione del Consiglio (interessante notare che la convocazione sia ab origine rivolta a soli 13 consiglieri quindi in re ipsa in carenza di numero legale salvo l’escamotage della seconda convocazione) dimostrano una pateticità al di fuori del comune senso logico, della responsabilità amministrativa, del decoro politico e della legalità. Quale ex consigliere provinciale, al seguito di ogni crisi che ha attraversato la turbolenta amministrazione di Palazzo Caracciolo, ho ascoltato interminabili discorsi dell’on. De Simone e sul suo spirito di devozione alla causa pubblica. Ricordo che in tantissimi contesti, formali e non, l’on. De Simone ha espresso il suo (sedicente) distacco e disinteresse per il potere (la cosiddetta poltrona) ed il suo impegno (altrettanto sedicente) finalizzato esclusivamente al buon andamento dell’Ente.
Ebbene prenda atto, l’on. De Simone, che la maggioranza con la quale ha vinto le elezioni non esiste più, che il suo progetto amministrativo è fallito per mancanza di fiducia al suo stesso interno, e si comporti coerentemente con quanto ha sempre declamato.
Nelle prossime ore il Prefetto di Avellino scioglierà il Consiglio Provinciale (siamo in attesa del via libera del Ministero degli Interni che, per prassi consolidata, si attende sempre quando si tratta di sciogliere i Consigli Comunali di città oltre i 100.000 abitanti e le Province); come i bambini che si rifiutano di andare a dormire la sera e chiedono di vedere la TV per altri cinque minuti, così a Palazzo Caracciolo vogliono far finta che nulla sia successo e godersi, con il Consiglio di oggi, giusto qualche altro attimo di vana gloria”.

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