Video/Congresso Pd, Palmieri denuncia: “Mai coinvolti nella lista unitaria”

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Entra nel vivo la corsa al nuovo congresso del Partito Democratico irpino. A via Tagliamento si è tenuta questa mattina una lunga conferenza stampa della lista Radici e Futuro. Al tavolo il candidato alla segreteria Pellegrino Palmieri, affiancato da Franco Iovino, che ha ricostruito il percorso politico che ha portato alla costituzione e alla presentazione della lista al congresso.

Palmieri ha spiegato le ragioni della scelta, chiarendo come il tentativo di costruire un percorso unitario non abbia trovato risposte concrete:

“Eravamo predisposti a fare un discorso unitario e siamo ancora predisposti a farlo. Quando però siamo arrivati agli sgoccioli, nel momento in cui bisognava presentare le liste, non siamo stati chiamati da nessuno. Abbiamo cercato di trovare un modo per discutere e per mettere sul tavolo le nostre idee e i nostri programmi, ma non abbiamo trovato nulla. A un certo punto ci è stato detto: “Fateci qualche nome” per la lista di maggioranza. Quando siamo venuti all’incontro avevamo già i nostri nomi e la nostra lista pronta, e saremmo stati disponibili a metterla in discussione in cambio di un programma e di un ragionamento comune. Siccome questo ragionamento e questo programma non sono stati minimamente presi in considerazione, siamo stati costretti, per salvaguardare la nostra dignità politica, a presentare la nostra lista e la nostra idea”.

Il candidato segretario ha poi ribadito la necessità di superare una politica fondata esclusivamente sui numeri e sugli equilibri interni:

“Il ragionamento unitario si fa parlando dei problemi della gente, della situazione della provincia e della città, non solo dei numeri. Non mettiamo in dubbio che il PD abbia avuto un buon risultato elettorale, ma avere un buon risultato non significa che le condizioni dei lavoratori migliorino, o che quelle dei cittadini e dei pensionati possano migliorare.
La politica serve proprio a questo: A creare le condizioni perché la forza elettorale si trasformi in proposte e azioni sul territorio. E per fare delle azioni sul territorio bisogna immaginarle. Non c’è una prospettiva se non la si pensa, se non la si immagina”.

Lo sguardo si è poi spostato sulle prossime amministrative ad Avellino e sulla necessità di avviare un percorso partecipato:

“La nostra proposta è quella di aprire un cantiere in città, un cantiere delle idee: coinvolgere sindacati, associazioni, singoli cittadini, e creare una platea in cui discutere e individuare un elenco di cose importanti da fare subito per la campagna elettorale che verrà tra pochi mesi. E poi giocarsi quella partita, senza però abbandonare questo percorso, perché Avellino ha bisogno di costruire una prospettiva da qui a dieci anni”.

Palmieri ha posto l’accento anche sul tema dello spopolamento giovanile e della crisi identitaria della città:

“La ricchezza di una città sono i giovani: Avellino è una città triste proprio perché tantissimi giovani sono andati via. Non c’è linfa vitale e sta diventando una sorta di grande dormitorio a cielo aperto. E in un dormitorio non possiamo organizzare i party: dobbiamo mettere in campo un’idea di trasformazione della città”.

Infine, un passaggio sul metodo per la scelta del candidato sindaco e sulla visione dei territori:

“Io penso che bisogna mettere al centro della discussione la città, nelle condizioni in cui è, e raccogliere idee. 
Si deve costruire un cantiere, che non deve durare mesi, individuare e definire un programma elettorale utile alla città, e poi scegliere insieme un candidato, che può essere anche uno della società civile. Non deve essere per forza uno del PD o dei 5 Stelle. Campo largo, campo breve… la domanda è: cosa vogliamo fare?
Io, ad esempio, essendo del Baianese, penso che dovremmo lavorare per una città del Baianese: invece di sei comuni piccoli che non contano nulla, costruire una città di 28-30 mila abitanti, con un sindaco che abbia peso politico provinciale e regionale, e rilanciare il territorio. Questa è la mia idea per il Baianese. Dobbiamo costruire un’idea anche per la città di Avellino”.