AVELLINO- ““Radici e Futuro”, un gruppo fatto di militanti, amministratori, iscritti e persone che, prima ancora delle posizioni, hanno scelto di mettere al centro il Partito Democratico e la sua comunità. E proprio per senso di responsabilità verso il nostro partito, rappresentato egregiamente dal segretario regionale, l’onorevole Piero De Luca, noi abbiamo fatto delle scelte che non erano scontate. Scelte che qualcuno potrebbe definire sacrifici.Ma che noi preferiamo chiamare atti di responsabilità politica”. Si sarebbe aperto così l’intervento di Franco Iovino, uno dei riferimenti dell’area “Radici e Futuro” alla plata dell’assemblea provinciale del Partito Democratico. Cosa che per esigenza di “scaletta” non e’ avvenuta. Così Iovino ha deciso di condividere comunque pubblicamente il suo intervento. “Noi avevamo tutte le condizioni –ha spiegato il dirigente del Pd- politiche e numeriche – per presentarci a questo congresso con una nostra lista.
E non sarebbe stato nulla di strano: sarebbe stato semplicemente il normale esercizio della democrazia interna.
Eppure abbiamo scelto di ritirarla.
Lo abbiamo fatto perché ci è stato chiesto di favorire l’unità. E quando dal Partito Democratico viene chiesto uno sforzo di unità, noi non ci siamo mai tirati indietro”.
Certo, non lo nascondiamo:in queste settimane non sono mancate pressioni, anche da parte di autorevoli esponenti istituzionali, affinché si evitasse un congresso non unitario.Noi abbiamo ascoltato.Abbiamo riflettuto. E alla fine abbiamo scelto la strada più difficile: quella della responsabilità. Ma non è finita qui. Abbiamo accettato che la nomina del Presidente dell’Assemblea fosse rimessa al segretario regionale, pur ritenendo legittimo che quella funzione potesse essere ricoperta da Palmieri, che voglio ringraziare pubblicamente per la sua disponibilità e per il suo spirito di servizio.
Abbiamo chiesto sacrifici ai nostri militanti.
Abbiamo chiesto sacrifici ai nostri amministratori. Abbiamo chiesto sacrifici a persone che da anni dedicano tempo e passione al Partito Democratico. E lo abbiamo fatto pensando che quell’equilibrio potesse essere recuperato nella direzione politica del partito.
Ma anche lì ci è stato chiesto un ulteriore sacrificio, sempre dal segretario regionale, a favore di una illustre personalità che stimiamo e rispettiamo: Pino Rosato. E sapete cosa abbiamo fatto? Non abbiamo alzato barricate. Non abbiamo fatto polemiche. Non abbiamo cercato scorciatoie. Abbiamo accettato. Perché per noi il Partito Democratico non è uno strumento, non è un contenitore da usare quando conviene. Per noi il Partito Democratico è una comunità. È appartenenza. È militanza.È storia politica condivisa”. E ha anche fissato un perimetro di quello che dovrà essere il Partito Democratico: “La nostra cultura politica ci porta a dire con grande chiarezza una cosa. Noi rispettiamo profondamente il partito dei sindaci. Gli amministratori sono una ricchezza straordinaria per il Partito Democratico. Ma il PD non può essere soltanto il partito dei sindaci. Il PD deve essere prima di tutto il partito dei circoli, dei militanti, degli iscritti. Il PD deve essere il partito della comunità democratica.Perché quando un partito diventa il partito dei singoli, quando diventa il partito delle individualità, quando diventa il partito delle correnti personali… quel partito smette di essere una comunità. E noi questo non lo vogliamo. Ed è per questo che, quando qualcuno mi ha chiesto di prendere decisioni rapide su alcune delle rinunce che ci venivano richieste, ho dovuto spiegare una cosa molto semplice. “Radici e Futuro” non è Francesco Iovino. Io ho semplicemente l’onore di rappresentare questo gruppo nelle sedi di confronto. Ma le decisioni non le prende Francesco Iovino da solo.Le decisioni nascono da un confronto, da una discussione, da un ragionamento collettivo.
Perché Radici e Futuro è una comunità politica. Una comunità fatta di donne e uomini che credono ancora nella partecipazione, nel confronto e nella militanza.E se oggi siamo qui, se abbiamo fatto tutti questi passi, se abbiamo compiuto tutti questi sacrifici, è perché crediamo ancora che il Partito Democratico debba essere questo:.non il partito dei singoli, ma il partito di una comunità che cammina insieme.
E noi continueremo a farlo.Con le nostre radici ben piantate nella storia del centrosinistra.Ma con lo sguardo rivolto al futuro del Partito Democratico e dei nostri territori”
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Congresso PD, Iovino: il partito non sia dei singoli o dei sindaci ma una comunita’ in cammino
