Avellino – Stato, Europa, Mediterraneo: lo sviluppo parte da Avellino. “Quella stessa città che nel lontano 1972 fu apripista di una stagione sindacale che ancora oggi conserva ideali e valori”. È il Presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino a definire ruoli, competenze ed obiettivi di Governo, Istituzioni e forze sindacali, in occasione della seconda giornata dei lavori congressuali targati Cgil. Un invito che sapeva di incoraggiamento. Un’esortazione a recuperare speranze e prospettive per un’Italia che deve necessariamente riacquistare fiducia in se stessa. A cominciare dalle potenzialità: lavoro e impresa, da un lato; Mezzogiorno dall’altro. “Leve importanti che l’attuale Governo non ha saputo sfruttare”. Risultato: “perdita del potere d’acquisto e disattenzione meridionalistica”. “L’arretramento dell’economia italiana – spiega Bassolino – negli ultimi cinque anni ha subito un aggravio imponente. Il gap tra lavoro dipendente e lavoro autonomo è aumentato. L’Italia è l’unico paese europeo dove le disuguaglianze di reddito sono più accentuate”. E ancora. “L’area della povertà relativa coinvolge non solo i ceti poveri ma tocca sempre di più famiglie ‘normali’. Insomma è cambiato lo stato civile e si è affermata una nuova scala di valori sociali”. In poche parole per il Presidente di Palazzo Santa Lucia il problema non è solo economico-sociale ma politico-civile. Considerazione condivisa da sindacalisti e istituzioni presenti in sala. Ad aprire i lavori il segretario uscente della Cgil Campania, Michele Gravano che, insieme ai leader regionali di Cisl e Uil Pietro Cerrito e Anna Rea, ha sollecitato la necessità di un pluralismo sindacale. Pluralità che, partendo dai temi ‘caldi’ (scuola, sanità, lavoro, etc.) sappia esportare democrazia. “Il futuro del Mezzogiorno – precisa Anna Rea – guarda all’Europa con occhio puntato al Mediterraneo. Molte imprese non fanno impresa. Non c’è una struttura industriale di qualità che si misura con la globalizzazione. Situazione resa ancora più difficile da una politica nazionale che non ha tenuto assolutamente conto delle grandi potenzialità del nostro Paese. Probabilmente abbiamo incoraggiato troppo facilmente la privatizzazione quando c’è bisogno di direttive di carattere statale”. Puntualizzazioni che attengono ad una speranza comune: ribaltare la situazione alle prossime Politiche. “Rimettiamo in piedi lo Stato – conclude Bassolino – con rigore e coesione”. (di Marianna Morante)
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