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Per spiegare bene l’ordine degli sviluppi che si stanno verificando a due giorni dalle assemblee dei circoli, questo pomeriggio i candidati Todisco, Ricciardi e De Pietro, terranno una conferenza stampa congiunta. Intanto Lucio Fierro punta il dito contro il presidente della commissione congressuale e la stessa commissione regionale, rea secondo quest’ultimo di non essersi saputa esprimere chiaramente sulle vicende contestate.
“Lo sberleffo che alla Grella si fa – chiosa Fierro – dichiarando fondata sul nulla la decisione di buttar fuori dalle liste le doppie candidature, è solo uno sberleffo, significativo per dare il senso di quello a cui siamo di fronte, ma inefficace a dare garanzie vere di correttezza del congresso. Ma c’è la domanda se siamo di fronte ad una macroscopica ignoranza ed inadeguatezza o non invece ad una disonesta manipolazione, ad un gioco delle tre carte da parte di chi, partendo da una forza precedente (dati dell’ultimoe congresso) non inferiore al 90% degli iscritti ha il terrore di un risultato che da tale dato si discosti in maniera appariscente. La Grella, che io continuo a non conoscere se non per sentito dire, mi dicono che è una raffinata intellettuale ed, essendo preside, anche una che con la legge ci va a nozze. Quindi l’ignoranza, l’inesperienza, la buonafede travolta dall’incalzare degli adempimenti non c’entrano. Sostenerlo offenderebbe la Grella stessa e la sua suscettibilità. Se escludo una malcelata malafede ed istinto truffaldino, una sorta di predisposizione all’imbroglio, dobbiamo ammettere che resta in piedi solo una terza ipotesi: quella che le stanze di via Tagliamento siano infestate da un virus importato dall’Oriente dalle galee veneziane che induce chi ne sia contaminato ad una coazione a giocare con i numeri, portandolo ad accrescere quelli per i quali è in empatia e pestare, ridurre, comunque ridimensionare quelli con i quali è in antipatia. E il virus opera se si tratti di tessere, di bilanci e persino di voti nelle parlamentarie di modo che in una colonna le cifre crescano come un miracolo ed ad un’altra si rattrappiscono sino a divenire insignificanti (e Famiglietti, a suo danno, qualcun altro a suo favore pur ne sanno qualcosa)”.
“Pare che il virus – conclude Fierro – malgrado le disinfestazioni, sia rimasto presente, forse nelle pieghe della gigantografia di De Gasperi ed attivo da quando a via Tagliamento induceva a congressi con iscritti presi dalle liste dei morti o copiati dagli elenchi del telefono e che ne siano portatori (sani o meno) quelli che, come i due Enzi, quelle stanze praticavano già allora. C’è bisogno di una disinfestazione a fondo, se vogliamo che il PD sia altro della vecchia Dc”