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Lo slogan, però, è anche un monito per la costituenda classe dirigente che dopo quasi due anni di commissariamento si candida a diventare faro per la cooperazione dell’Irpinia. A spiegare questo momento è Carlo Mitra, commissario di Confcooperative Avellino: “Dopo la parentesi del commissariamento siamo pronti a ridare una struttura definitiva all’Unione. In questi mesi abbiamo lavorato per valorizzare le eccellenze del territorio, per tessere una rete di imprese capaci di farsi interpreti dei bisogni locali e trasformarli in opportunità. Ed è questo che Confcooperative Avellino continuerà a fare”.
Mitra, dopo i saluti di rito del vice commissario Sossio Fardello, terrà una relazione e guiderà i lavori dell’assise. Sarà dato largo spazio agli interventi dei cooperatori e delle autorità presenti. Prenderanno parte ai lavori il sindaco di Avellino Paolo Foti, il vescovo Mons. Francesco Marino e i consiglieri regionali Pietro Foglia, presidente commissione Agricoltura, Ruggiero Antonia, presidente commissione Politiche sociali e i componenti di commissione Rosa D’Amelio, Sergio Nappi e Ettore Zecchino.
Attualmente aderiscono a Confcooperative Avellino circa 150 cooperative per 320 milioni di fatturato e circa 2000 soci lavoratori. Il settore più rappresentativo e socialmente innovativo è il socio-sanitario, con le cooperative di psichiatria e di inserimento lavorativo di detenuti in pena alternativa, oltre a importanti cooperative di agricoltura sociale. Il settore sociale (Federsolidarietà Avellino) è organizzato in un Comitato provinciale e costituito dai delegati delle cooperative aderenti di tutta la provincia. Il settore più redditizio è l’agricolo (Fedagri Avellino) organizzato anch’esso in un Comitato provinciale. Inoltre, aderiscono a Confcooperative Avellino le Banche di Credito Cooperativo della provincia. Confcooperative Avellino fa parte di una rete di 20.500 cooperative aderenti, 3.166.000 soci, 544.400 persone occupate e 61,3 miliardi di euro di fatturato aggregato.