Solofra – Cattive notizie per i conciari solofrani. Il blocco delle tariffe per la depurazione avrebbe dovuto essere avallato entro la fine del 2009 aspettando che la Regione Campania attuasse degli interventi per sostenere le aziende del comparto conciario. Le aspettative degli imprenditori, che sono già costretti a fare i conti con la crisi del mercato internazionale che continuerà a far sentire i suoi effetti fino agli inizi del 2010 e con la concorrenza internazionale – soprattutto cinese – sono state però disattese.
In questi giorni infatti il soggetto attuatore cui è affidata la gestione dell’impianto di depurazione “Solofra-Mercato San Severino” sta facendo recapitare le fatture di pagamento con un aumento degli oneri da sostenere di circa il 10 per cento.
Il tutto ovviamente in attesa di un intervento della Regione Campania, sempre che questo aiuto arrivi, che anche attraverso l’allora assessore alle attività produttive Andrea Cozzolino aveva chiesto e sollecitato uno stop agli aumenti proprio per non aggravare il quadro di crisi esistente. L’aumento, però, deriva da eventi scatenanti. Lo scorso giugno il soggetto attuatore cui è affidata la gestione dell’impianto di depurazione di Solofra-Mercato San Severino chiamò a raccolta tutte le associazioni datoriali. Chiaro il messaggio/allarme recapitato: le acque reflue che arrivano all’impianto sono diminuite, colpa della crisi, ma i costi restano invariati. Conclusione: necessario aumentare le tariffe per non subire un tracollo. Un minore introito valutabile in circa un milione e mezzo di euro. La prospettiva di vedersi aumentata la tariffa di depurazione, soprattutto in una fase così delicata per l’economia ed i bilanci comunali, non piacque agli imprenditori della concia. Necessario trovare soluzioni alternative per evitare che i costi della crisi fossero pagati dalle aziende che continuano ad operare nonostante le grandi difficoltà. Fra i possibili interventi vagliati nel tempo anche il ricorso alla cassintegrazione per i dipendenti dell’impianto di depurazione.
In termini di contenimento dei costi della depurazione, poi, una soluzione interessante potrebbe essere rappresentata dalle famigerate acque di spruzzo. Ma queste vengono classificate come rifiuti speciali e come tali vanno segregate e trattate diversamente per quanto riguarda lo smaltimento.