“Quale futuro per le Comunità Montane in Campania, quale futuro per circa 6.000 dipendenti e le loro famiglie?”. Queste le parole che si evincono dalla nota emanata dal coordinamento regionale dipendenti delle Comunità Montane, oggi in stato di agitazione: “Lo Stato ha azzerato con la Finanziaria 2010 gli stanziamenti annuali a favore delle Comunità Montane Italiane, (Unioni di Comuni – Enti locali), unici presidi attuali a dimensione sovraccomunale preposti principalmente alla salvaguardia e/o valorizzazione forestale – ambientale ed allo sviluppo socio – economico delle aree appenniniche o montane così come previsto dalla nostra Costituzione. Le relative competenze sono passate a seguito della riforma costituzionale del 2001 alle Regioni, ciò è stato ribadito in più sentenze dalla Suprema Corte Costituzionale. La nostra Regione, a tutt’oggi non le ha né finanziate, sostituendosi allo Stato, né le ha soppresse, mentre le stesse stanno espletando le proprie funzioni istituzionali assegnate a suo tempo dallo Stato e dalla stessa Regione, accumulando, mediante anticipazioni di cassa o di tesoreria, milioni di euro di debiti per far fronte alle spese correnti, alle spese per il personale, alle spese per mutui o per investimenti o per lavori pubblici con l’intento precipuo di salvaguardare almeno i livelli occupazionali, soprattutto in un periodo di crisi, a migliaia di lavoratori. All’improvviso, le stesse, per mero “capriccio politico”, dopo oltre 30 anni di attività a servizio della collettività, sembra siano diventate “enti inutili e dannosi”. Sono sotto gli occhi di tutti i migliaia di ettari rimboschiti lungo i pendii collinari o montuosi della nostra Regione, l’attuazione di opere idraulico – forestali e di aree verdi attrezzate, la valorizzazione turistico – ambientale del territorio o dei prodotti tipici locali, le erogazioni di contributi per l’agricoltura o in caso di calamità naturali, gli interventi di prevenzione o di contrasto agli incendi boschivi estivi che nel corso degli anni hanno permesso di drenare tante risorse finanziarie europee, nazionali e regionali a vantaggio delle popolazioni delle aree interne ed indirettamente anche a vantaggio di quelle residenti nelle aree pianeggianti o urbanizzate. Sono Enti pubblici o forse aziende private fallite da vendere all’asta! E se in effetti non è così, perché i 620 dipendenti comunitari con contratto a tempo indeterminato in servizio presso le sedi delle 20 Comunità Montane della Campania, riordinate e non soppresse con legge regionale del 30 settembre 2008, restano discriminati e senza stipendi da molti mesi e senza alcuna indicazione chiara per il loro futuro lavorativo. Essi “vivono” in un clima pauroso di incertezza esistenziale e familiare, senza che nessuno interviene in merito concretamente dall’inizio dell’anno? Presidente Caldoro, ma la politica che fine ha fatto! Non abbiamo forse la stessa dignità degli altri lavoratori pubblici? Quale crimine abbiamo commesso in particolare? Perché ci state facendo morire lentamente senza intervenire neanche in via temporanea ed immediata, per poi decidere in seguito con maggiore tranquillità o con il concerto dei rappresentanti politico – sindacali o delle altre istituzioni locali o loro associazioni? Dopo oltre 30 anni di attività svolta, unitamente agli oltre 5.000 operai idraulico-forestali, nelle aree più povere e spopolate della nostra amata “Campania Felix”, avete forse deciso di seppellirci sotto il fango dei disastri alluvionali di Sarno o di Atrani? I nostri figli – si legge – le nostre mogli, i nostri mariti vogliono vivere e non morire, chiedono di mangiare, di vestirsi, di andare a scuola, di acquistare i farmaci necessari, di poter pagare il mutuo bancario a fine mese. E voi? Non fate niente per venirci incontro o per tamponare la situazione? A tutt’oggi stiamo lavorando in silenzio e senza remunerazione a servizio dei cittadini e per attuare i programmi e le iniziative varati dallo Stato e dalla Regione stessa con proprie leggi tuttora vigenti (vedi forestazione o campagna AIB)! Ora basta!Forse siamo diventati matti? Forse siamo diventati invisibili extraterrestri o forse siamo figli di nessuno? Perché non accettate di costituire neanche un tavolo di discussione più volte chiesto e non ottenuto dalle Organizzazioni Sindacali Regionali di categoria? Il teatrino della politica è ora che finisca! Le elezioni sono finite da molti mesi, occorrono fatti concreti, ad horas, ed indicazioni immediate circa le prospettive prossimo-future! Le 20 Comunità Montane in Campania a tutt’oggi non hanno potuto approvare i bilanci annuali di previsione per mancanza di finanziamenti pubblici non solo per gli investimenti, ma neanche per le spese correnti obbligatorie (personale, automezzi, telefono, Enel, sicurezza sul lavoro), mentre stanno accumulando ingenti debiti a danno dell’erario per restare in attività e non interrompere arbitrariamente i pubblici servizi istituzionali mai revocati! E’ uno scandalo storico e politico, oltre che una “bestialità” giuridica a danno dei lavoratori interessati e dei cittadini contribuenti, è un grave smacco per la politica ed un grave attentato alla vera democrazia! Non si è mai verificato un fenomeno così eclatante nella storia della Repubblica Italiana! Viva i padri della costituzione italiana!”