Melito Irpino – “Non c’è fondamento alla notizia perché il parroco non ha rifiutato il sacramento ma ha proposto un cammino di approfondimento del catechismo relativamente alla capacità della bimba. I genitori sono andati alcune volte poi hanno abbandonato”. Così Monsignor Giovanni D’Alise, Vescovo di Ariano Irpino, in una intervista rilasciata all’agenzia stampa Il Velino, commenta la difficile situazione venutasi a creare dopo la denuncia dei genitori di una bimba di 10 anni, con difficoltà comunicative, a cui è stato impedito di celebrare la prima comunione.
Secondo l’alto prelato, anche la notizia secondo cui i padri Mercedari di Carpignano (Grottaminarda) avrebbero dato disponibilità a celebrare il sacramento è da considerarsi priva di ogni fondamento. “Ho parlato con i padri Mercedari di Carpignano – continua – che mi hanno detto di essere stati contattati per ‘una’ prima Comunione, non è stata spiegata loro l’intera vicenda”. Dunque, il nulla osta non sarebbe stato concesso perché “… mancava il cammino di fede necessario”.
L’AVVOCATO – Ma il legale della famiglia della piccola incalza e attacca: “Non è stata data la Comunione alla bambina perché i suoi genitori sono entrambi divorziati”. E ancora: “Già in passato il sacerdote adottò un comportamento simile. Oggi si parla di assenze dal catechismo, di corsi non seguiti ma la realtà è un’altra. I genitori della bimba sono entrambi divorziati e il parroco non ha nascosto i suoi giudizi verso questa situazione”.
