
Avellino – Piazza del Popolo: crisi aperta. Il sindaco di Avellino Giuseppe Galasso dopo aver revocato nel corso della riunione del Consiglio comunale le deleghe ai tre assessori in quota Ds – Ivo Capone, Mirella Giova e Mario Perrotta – ha provveduto ad affidarle ad interim ad altri componenti della Giunta. I Lavori Pubblici sono stati affidati a Maurizio Petracca, la delega all’Urbanistica è andata ad Antonio Genovese mentre quella ai Servizi Sociali a Donato Pennetta, tutti e tre in quota Margherita. Nel quadro delle nuove distribuzioni la delega allo Sport, prima di Genovese, è ora passata a Raffaele Pericolo. “La decisione – ha spiegato il sindaco Galasso – è maturata per consentire all’amministrazione di procedere nel suo lavoro senza che le vicende politiche potessero rallentare i programmi. Di questa decisione ho già informato il gruppo dell’Udeur, al quale va il mio ringraziamento per lo spirito di coalizione dimostrato nel corso della pubblica assise al pari degli altri consiglieri che hanno accordato la loro fiducia al primo cittadino”. Una decisione, dunque, maturata dalla “scelta, resasi oramai necessaria, di ribadire che nell’ambito di una coalizione non si può accordare la fiducia solo a parole e poi, nei fatti, seguire un percorso diverso”. Galasso, dunque, sembra aver accettato il consiglio del leader della Margherita, Ciriaco De Mita, in merito ad una coalizione che non sempre ha mostrato di saper fronteggiare le quotidiane difficoltà nella gestione della cosa pubblica. “Liberati dalle negatività”: questo l’invito che il massimo rappresentante del fiorellino aveva rivolto a Galasso. Una incitazione a quanto pare che, nella materia tunnel, ha trovato terreno fertile per la sua messa in opera e che nel corso del Consiglio ha raggiunto il culmine. “O c’è l’accordo sul tunnel o si apre la crisi”, è stato l’imperativo categorico lanciato nella discussione consiliare dal capogruppo del Fiorellino Enza Ambrosone. Poi un Galasso deciso come non mai. “Avrei capito se la questione mi fosse stata posta all’inizio. Ma non adesso perché questa è tutt’altro che una decisione calata dall’alto. Non è possibile lasciare il cerino in mano a chi deve realizzare le opere e voltare le spalle. E’ troppo comodo e non si può accettare”. Poi il riferimento al documento di disapprovazione del tunnel da parte della Quercia: “Un documento – ha commentato il primo cittadino – non si presenta all’ultimo momento. E’ un colpo basso a me in prima persona”. Non solo: “E’ ora di finirla di agitare questa mancanza di trasparenza. E’ inaccettabile che queste cose arrivino da personaggi che improvvisamente escono dal letargo politico e si mettono a fare dichiarazioni. Chiedo alla coalizione se è o non è con il sindaco di Avellino. Ora non si vota per il tunnel ma per dire se si è o non si è in maggioranza”. Il voto è stato più chiaro di Galasso ed ha “delegittimato l’operato di tutta la giunta, sindaco in testa. Anche degli assessori diessini”. Nessuno strappo da ricucire: la crisi è aperta.