
Avellino – Non c’è modo diverso di affrontare le questioni se non la discussione. A ribadirlo, è il segretario cittadino dei Ds, Gerardo Adiglietti, che, sulla questione ‘crisi’ al Comune, va subito al punto. “Pretendiamo la massima chiarezza nelle scelte. E nella maggioranza, al momento, regna molta confusione”. Un dictat che il partito della Quercia eredita dall’esperienza, definita “traumatica”, della caduta della precedente amministrazione Di Nunno. “Veniamo dallo scioglimento di un Consiglio comunale che il mio partito ha vissuto con molto sconforto. E che non vuole rivivere. Di qui, la necessità di affrontare con rigore ogni questione e di trovare un modo comune di fare, che non si individua mettendosi d’accordo singolarmente, ma collegialmente”, spiega Adiglietti. “Non c’è, infatti, da nominare niente e nessuno. Ma solo da organizzare bene ed insieme le risposte da dare al territorio”. Misure di intervento che derivano, secondo l’esponente diessino, da un’analisi attenta dei bisogni della gente, “attraverso screening specifici che possano permettere di rilevare le vere esigenze. Impegno che deve partire proprio dalle Circoscrizioni, le quali dovrebbero interessarsi meno alle feste e più ad intervenire sui disagi delle aree di propria competenza”. Dunque, una ‘crisi’ costruttiva. Che intende avviare un percorso di equilibri e di intenti, portando finalmente a “un progetto definitivo”. Pilastro di buona governabilità che ad oggi, secondo il segretario cittadino della Quercia, vede sprovvista la maggioranza di palazzo di Città. “Non ci sono problemi di moralità ma di tensione morale. Si passa da decisioni collegiali alla verifica di una mancata consequenzialità amministrativa. Per scadere poi nel qualunquismo”. Per Adiglietti, è necessaria una precisazione di fondo. “Le professionalità realizzano le idee della politica. In questo, la penso proprio come De Mita”. “Abbiamo un Esecutivo comunale formato in larga parte da esterni, che spesso pensano di fare i politici”. Mentre c’è una bella differenza. “I politici, ossia i rappresentanti che i cittadini hanno votato, hanno il compito di analizzare, decidere, indirizzare e verificare le linee di intervento che sono poi i tecnici ad organizzare in risposte per il territorio”. Dunque, rispetto dei ruoli oltre alla condivisione di obiettivi. Ma, soprattutto: “La politica deve insediare il metodo. Fare in modo che ci sia partecipazione collegiale alle scelte”. Così, la Quercia di Avellino ‘detta’ le proprie ‘condizioni’. Quelle che saranno portate nel prossimo interpartitico, previsto per lunedì, in tarda mattinata, dopo l’incontro sul Prg (“Nonostante tutto, con grande senso di responsabilità, i nostri continuano a lavorare su un piano ormai giunto alla fine”, dichiara Adiglietti). Sull’opposizione, affonda la lama: “Nessuna legittimità a parlare per chi, un tempo propulsore della città giardino, è oggi per la città groviera (il riferimento è a Gengaro, ndr). La minoranza dice le cose più assurde – conclude Adiglietti – che fanno venire meno il decoro di un’istituzione così alta come il Consiglio comunale. E tutto perché c’è gente che corre dietro a un protagonismo che non ha”. (Antonietta Miceli)