
Avellino – E si torna in aula. E si torna a discutere. L’ordine del giorno di domani prevede il dibattimento su Piano Strategico, progetto Europa Più, informativa sul castello longobardo, e se il tempo lo consente, sulla riorganizzazione della macchina amministrativa. Il parlamentino di Piazza del Popolo dovrà quindi fare quadrato interno a questioni che hanno sollevato non pochi venti freddi tra i diversi gruppi consiliari ed in particolare tra Udeur e primo cittadino. I giorni passano e Galasso ancora non ha convocato gli esponenti del Campanile per trovare una strada comune da seguire per terminare al meglio questa consiliatura. Le rassicurazioni a mezzo stampa non servono più ed è rigida la linea adottata dal capogruppo Pino De Lorenzo. “Non siamo più disponibili ad attendere. Ci sono problemi seri da affrontare ed il sindaco continua a temporeggiare. Forse non ha compreso la gravità della situazione. Galasso non può trascinare le questioni all’infinito. Ed in Consiglio faremo certamente sentire la nostra voce”. L’assise di domani, infatti, già si preannuncia ‘calda’. “Sul Piano Strategico l’Udeur ha sempre giocato un importante ruolo e dato contributi di notevole rilevanza. Sicuramente avremo molto da dire sia sul percorso che sull’organizzazione strutturale”. Ma manca l’appello al coinvolgimento. “Bisogna porre fine alle scelte verticistiche e allo strapotere degli assessori che si improvvisano vicerè”. Affondi anche sulla calma mantenuta dal sindaco che, con la pacatezza che lo contraddistingue da sempre, richiama all’unità e all’apertura. “Galasso ha imparato a fare i conti senza oste. Non ha nulla di cui star tranquillo eppure ostenta una sicurezza ed una serenità che sono fuori luogo. Le sue sono solo belle parole, ma i fatti stanno a zero”. Un fiume in piena De Lorenzo che, senza mezzi termini e freni inibitori, continua: “La verità è che l’Udeur non ha avuto mai lo spazio ed il rispetto dovuto durante questa coalizione. Il posto che rivestiamo in Consiglio ce lo siamo conquistato e non di certo senza ostacoli. Il vero nocciolo della questione ruota intorno alla solidarietà politica che non è mai reciproca, ma solo unilaterale. E fino a questo momento l’Udeur ha dato senza ricevere”. (mar.ma)