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Comune – Barbaro: “Si a deleghe esterne. Chiusura ai demitiani”

Ad una settimana di distanza dal Consiglio Comunale, che per un solo voto ha consentito a Galasso di mantenere la fascia tricolore, gli echi dello ‘smacco’ dei demitiani continuano a rimbombare nelle sedi del Pd, che nel frattempo ha fatto partire una forte campagna di incontri per organizzare un percorso politico-amministrativo a medio e lungo termine. “Un atto dovuto – spiega Sergio Barbaro, consigliere del Partito democratico ed ex capogruppo dei Ds – per fare chiarezza all’interno dello scenario locale e vedere già da ora con chi è possibile aprire un dialogo costruttivo per il futuro”. Eppure, qualche malelingua ha visto in questa nuova ‘apertura’ del Pd un potenziale segno di debolezza. “Più che un segno di debolezza è un segno di profonda chiarezza – replica Barbaro -. Il Pd, sin dai tempi della sua fondazione, non ha mai pensato di poter ottenere da solo il 51% delle preferenze, è nello spirito del nostro partito aprirci alla discussione con i leader politici, a livello locale come a livello nazionale. In quanto partito di maggioranza relativa all’interno della sinistra – continua il consigliere – tocca a noi tendere la mano alle altre formazioni. Dopotutto, questi ultimi ancora non si sono pronunciati”. Benchè secondo Barbaro questo progetto potesse essere avviato prima ( “è colpa di tutto l’esecutivo averne ritardato l’organizzazione”) comunque non sarebbe bastato a evitare lo scisma di Piazza Del Popolo. “Purtroppo – continua il consigliere – quanto accade nell’assise comunale non sempre è dettato dalle direttive di partito e ritengo che la via scelta da Galasso sia stata condivisibile. Sbaglia chi dice che il sindaco non è stato disponibile al dialogo, anzi. Si è sempre aperto al gruppo dei demitiani, offrendo lo anche le due ‘caselle’ disponibili in giunta. Loro, in tutta risposta, hanno ostacolato ogni possibilità d’interazione, cercando di fatto il crollo dell’amministrazione. Per questo ritengo che in questa giunta non ci sia più spazio per i demitiani”. E proprio il primo cittadino Pino Galasso, il giorno dopo la votazione del bilancio, annunciò che la ridistribuzione delle deleghe sarebbe avvenuta in tempi brevi e avrebbe premiato nuove figure esterne che sarebbero poi state inserite nel quadro locale. “E’ quanto emerso anche dall’ultima riunione – conferma l’ex capogruppo dei Ds – che non posso che appoggiare”. Una scelta che appare dunque condivisa e sostenuta da tutti all’interno del partito e dallo stesso Barbaro, che conclude: “E’ giusto che il Pd si preoccupi e si organizzi per sostenere quanto accade in Comune e in Provincia, ma paradossalmente questi problemi sono propedeutici alla necessità di preparare ad affrontare al meglio il percorso sul lungo termine, per arrivare alle elezioni del 2009 con un progetto chiaro e condiviso, concordando il percorso da seguire con chi già da ora si dimostrerà disponibile a percorrere questa strada con noi”.

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