Comunali, Bellizzi: cara Laura Nargi e sostenitori, ecco di cosa ci siamo rotti

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AVELLINO- Avellino e’ tappezzata in questi giorni da 6×3 e manifesti che hanno inaugurato di fatto la campagna elettorale per le amministrative, che dovrebbero essere svolte a fine maggio. Tra questi c’è quello nato dal gruppo “Siamo Avellino”, una delle liste che fa riferimento all’ex sindaco Laura Nargi, che oltre ad essere uno dei nomi in campo nel centrodestra sta lavorando alla formazione di almeno due civiche, come alle ultime amministrative. E da giorni anche sui social, a questa sorta di appello a spiegare di cosa si siano “rotti” gli avellinesi sui social si alternano video di cittadini e manifesti con varie problematiche, dalle strade al Teatro, passando per l’estate senza eventi. A rispondere per le rime con un lungo post a quella che ha definito l” ultima “prodezza” di Laura Nargi ci ha pensato il consigliere comunale uscente di “Per Avellino” Antonio Bellizzi, che ha definito l’iniziativa dell’ex sindaco e dei suoi sostenitori “un controverso tentativo di autocritica, considerando che, negli ultimi 6 anni, a governare la città, ci sia stata lei più che protagonista (o co-protagonista considerando anche qualche altro soggetto che ormai ben conosciamo). Ora, che siano effettivamente opera di Nargi, di chi la sostiene, o di entrambi, memori della poca consapevolezza e della singolare capacità di manipolare i fatti dei soggetti di cui sopra, ci risulta difficile accettare una spiegazione del genere”. Per cui Bellizzi ha voluto spiegare e ricordare ” allora, cara Laura Nargi, le dico io di cosa ci siamo rotti”. Ed ecco la risposta dell’ex consigliere Bellizzi: “Ci siamo rotti di metaforici e reali “giochi pirotecnici” atti ad ingannare gli occhi degli avellinesi per distrarli dai reali problemi in cui versa casa nostra” e ancora: “Ci siamo rotti di chi ha ridotto la questione morale ad un banale gioco di potere per sentirsi protagonista di uno scenario che, in realtà, nasconde un disastro”. Ma anche “di chi vuole, ancora una volta, utilizzare sotterfugi di bassa lega per raggiungere i propri interessi, riducendo la priorità, ossia “il bene comune”, ad una questione aleatoria”. E infine: “Ci siamo rotti di volti che, in maniera semplicistica, letteralmente, svettano sulla città con velleità di rivoluzione, senza tentare di assecondare un progetto serio. A tal proposito, fa “piacere” constatare che, quegli stessi volti che prima fremevano impazientemente per “avere il nome di un papabile sindaco” per poi disegnare, alla buona, improvvisando, due pagine di programma, oggi ci diano ragione e abbiano compreso che, per costruire qualcosa di serio e solido, occorra realizzare prima un progetto serio e credibile. Poi, che quest’ultimo venga delineato dai soggetti a cui mi riferisco, ho i miei dubbi”. Non manca un appello finale alla comunità irpina: “E allora mi appello a tutti noi Avellinesi, alla nostra responsabilità, a quella flebile speranza di rivedere una città che funziona, un’amministrazione al servizio dei cittadini, delle esigenze e delle problematiche di tutti: non facciamoci prendere in giro dalla retorica da quattro soldi, non dimentichiamo chi è stato autore e complice dello sfacelo della nostra città, scegliamo, per davvero, per il Bene Comune”.