Ad Ariano, il combinato disposto fra via Tagliamento e il circolo di via D’Afflitto ha portato a una ricerca spasmodica di una strana alleanza con la destra. Con chiunque pur di vincere. Ma son rimasti soli al punto da allearsi con una parte del Psi locale e presentare un’unica lista e per di più incompleta. Gli uomini di centrosinistra ad Ariano hanno lavorato sin dall’inizio a un’alleanza che parlasse con coerenza e chiarezza alla città, esprimendo la candidatura a sindaco di La Vita. E punti di riferimento essenziali di questa linea sono stati il circolo “Berlinguer” ed il movimento Harambee.
A Montoro, i disastri politici e amministrativi della premiata ditta Carratù–De Giovanni, che per anni hanno finto di portare l’etichetta del Pd muovendosi nei fatti sempre in altri sentieri, ha portato a una candidatura sostenuta anche da pezzi essenziali del centrodestra. Quelli che finanche Girolamo Giaquinto non ha voluto. Le foto di De Giovanni con Nicola Cosentino sono lì a imperitura memoria a ricordarci di cosa stiamo parlando. Il Pd, quello vero, quello che ha lottato contro le irregolarità compiute nell’ultimo congresso provinciale nel circolo, ha costruito un’alleanza di centrosinistra, valorizzando esperienze consolidate e novità, ritrovandosi nella figura di un amministratore rigoroso e preparato e uomo di sinistra, Mario Bianchino.
A Mercogliano, era necessario un cambiamento totale rispetto all’esperienza Carullo. È questa la lettura che cha dato il circolo locale e che ci trova d’accordo. E merita rispetto il fatto di aver rinunciato al simbolo nell’alleanza spuria costruita. Ma non ci trova d’accordo la rinunzia ad un’organica alleanza di centrosinistra. Il tentativo di Maddalena Poerio, in questo senso, è degno di nota e auspichiamo possa essere utile per il futuro.
A Grottaminarda, De Blasio s’è affidato alle cure amorevoli di Giovanni Ianniciello. De Blasio aveva bisogno di un maestro in termini di repentini cambiamenti di casacca e allora a chi rivolgersi se non all’ex sindaco di Grottaminarda? Peccato che Ianniciello sia nemico vero, sincero di un qualsiasi pensiero che parli di un’altra idea di Mezzogiorno. Meno male che un’altra idea di politica ha trovato spazio in “Grottalternativa” e nella candidatura di Luigi La Manna. Fra i comuni più rilevanti, qualche alleanza di centrosinistra c’è stata ma più per impossibilità di fare altro che per convinzione.
Ad Altavilla, il deblasismo, perso il riferimento storico di Enzo De Luca, ovvero l’ex sindaco Coviello, s’è ridotto a un corteggiamento di un cavallo di ritorno quale Alberico Villani per poi ritrovarsi in una lista di centrosinistra senza avere neanche i candidati, al punto da ricorrere a due illustri cittadini mercoglianesi, quali Chiara Maffei e Bruno Gambardella.
A Montella, le spaccature interne al Pd e facenti tutte capo a correnti che sostengono il segretario provinciale hanno portato all’impossibilità di costruire un’alleanza forte. Salvo poi cercare rimedio nella generosità di un pezzo di storia della sinistra montellese, Anna Dello Buono, disponibile a salvare da un naufragio, altrimenti sicuro, i democratici montellesi.
I pasticci sono tanti e si potrebbe continuare per pagine a scriverne. Fra i comuni più piccoli, ne citiamo uno per tutti: Contrada, dove l’ex sindaco democratico del Pd Iannaccone, da sempre vicino a De Luca, ha lavorato per il sostegno alla candidatura di un forzista della prima ora, quale Addivinola.
E tanti sono i Comuni nei quali del PD si è persa ogni traccia. Tantissimi quelli nei quali iscritti al PD stanno indifferentemente divisi nelle liste contrapposte: uno spettacolo di assoluta irrilevanza della direzione politica provinciale. Non mancano segnali positivi in questa campagna elettorale, ma nascono tutti per la volontà ferrea e spesso controvento rispetto alla linea della segreteria provinciale, come a Montecalvo dove una lista di rinnovamento guidata da Mirko Iorillo invera un’idea di sinistra e di cambiamento che merita tutto il nostro sostegno. O a Chiusano San Domenico dove la lista di centrosinistra di De Angelis ha dovuto imporsi rispetto a un lavorio di incomprensibile ostruzionismo del locale circolo Pd. Così come meritano sostegno esperienze consolidate di buona amministrazione come quella di Salvatore Frullone a Bisaccia.
Però un raggio di sole vero in questa vicenda c’è. Finalmente, il segretario provinciale potrà espugnare una roccaforte da sempre inespugnabile per lui: il suo paese, Montefusco. Peccato che per farlo abbia dovuto ricorrere a un giovane di primo pelo, l’ex assessore della giunta Sibilia, Gnerre…”, conclude la nota.