Calcio – Il calciomercato fa i conti con il taglio netto rispetto al passato operato ieri dal Consiglio Federale. Stop alle compartecipazioni tra società è la novità giunta ieri da Roma per quella che è da ritenere una vera e propria svolta storica. A commentarla per Irpinianews il consigliere Adise (Associazione Direttori Sportivi Italiani) Bruno Iovino: “La decisione era nell’aria – afferma il dirigente avellinese – La Figc era l’unica federazione della Fifa a tenere ancora in vita l’istituto della comproprietà, che con il tempo ha suscitato due ordini di problemi. Uno di ordine fiscale, relativo alla doppia contribuzione, e l’altro di natura patrimoniale. La compartecipazione, infatti, rendeva complicata una valutazione in termini fiscali e di bilancio. Pertanto ha prevalso un ragionamento di revoca”.
La fine dell’era delle comproprietà potrebbe favorire il rilancio dei settori giovanili dei club: “Sotto il profilo giuridico – sostiene l’ex direttore generale della Nocerina – il provvedimento non fa una piega e favorisce il rilancio dei vivai. Tuttavia occorrerebbe una normativa che incentivi le stesse società ad investire sui propri settori giovanili. Questi andrebbero sottoposti a verifiche Covisoc di carattere gestionale sul lato tecnico e organizzativo, altrimenti non si inizierà mai a puntare sui giovani italiani. Basti pensare che attualmente oltre il 60% dei calciatori che giocano in Italia provengono da federazioni estere”.
Dal punto di vista dell’operatore di mercato, invece: “E’ difficile prenderne atto – ammette Iovino – Con la comproprietà la valutazione patrimoniale del calciatore si poteva gestire e valorizzare nel tempo. Un’opzione sostitutiva, però, è rappresentata dalla formula del prestito con o senza diritto di riscatto, al quale si farà ampiamente ricorso in futuro”. (Claudio De Vito)
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