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Vicepresidente della Commissione di inchiesta, De Luca ha sottolineato la necessità di un riordino normativo, al quale sta lavorando, sulla gestione del ciclo integrato dei rifiuti, “presupposto fondamentale – ha puntualizzato – per superare l’emergenza, non ancora conclusa, e tornare all’ordinario. Istanza condivisa da Caldoro e Romano, che hanno convenuto anche sulla necessità che la titolarità della Tarsu, a differenza di quanto stabilisce il famigerato decreto legge 195 del 2009, torni in capo ai Comuni, e che l’impiantistica sia gestita dalle Province o da consorzi di Comuni”.
De Luca ha sollevato anche l’attenzione sulle migliaia di ecoballe ancora depositate in Campania, rilanciando la proposta di utilizzare, per lo stoccaggio dei rifiuti trattati, le cave abbandonate o dismesse della Campania, “con il duplice obiettivo di riqualificarle dal punto di vista ambientale e sottrarle alla criminalità organizzata, che ne controlla la maggior parte”, ha spiegato il vicepresidente della Bicamerale.
Infine, un passaggio sull’importanza della bonifica dei siti utilizzati per il deposito o lo stoccaggio dei rifiuti e mai recuperati dal punto di vista ambientale.
“Credo che per voltare veramente pagina e sbarrare il passo alla criminalità organizzata, che dal traffico di rifiuti trae guadagni immensi e avvelena le nostre terre – ha concluso De Luca – ci sia bisogno di una condivisione di intenti tra le forze politiche e della volontà di lavorare insieme, al di là degli schieramenti di partito. Per questo registro con piacere lo spirito di collaborazione di Caldoro e Romano per superare l’emergenza e fare in modo che la gestione del ciclo integrato dei rifiuti, basata su un modello pubblico – privato, possa diventare occasione di sviluppo anche in Campania e nel Mezzogiorno”.