Comitato Pro Serino contro la maggioranza de Feo sul caso antenne

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Dal Comitato Pro Serino riceviamo e pubblichiamo: “La maggioranza De Feo ci ha accusati di non essere stati presenti alla discussione sulle modifiche del regolamento, risalente al 2002, per le installazioni delle antenne della telefonia mobile. Si evidenzia che nella prima riunione della commissione regolamenti il Consigliere Nicola De Luca era presente mentre non fu portato in discussione alcun regolamento di tal genere né fu avvisato successivamente dell’introduzione di queste modifiche regolamentari. Ma il fatto strano è che le poche modifiche al citato regolamento sono state apportate frettolosamente, forse in pochi minuti, a penna in altra circostanza senza preavviso. Probabilmente a causa di questa fretta e per il fatto che per amministrare un paese bisogna essere preparati, i grandi esperti politici di Serino avrebbero reso il regolamento in questione facilmente impugnabile in quanto violerebbe gli articoli 3, 41, 97 della Costituzione, oltre al fatto che potrebbe figurarsi un eccesso di potere nell’ambito dell’attività amministrativa facendo diventare il Comune monopolista e negando l’iniziativa economica di privati. Ecco perché ci siamo rifiutati di votarlo in Consiglio: per noi le modifiche apportate sono illegittime, incostituzionali e potrebbero esporre il Comune a contenziosi dove lo vedrebbe soccombere a spese del contribuente. In questo caso il vecchio era migliore del nuovo! Il regolamento prevede infatti che sono autorizzate le installazioni delle antenne per la telefonia mobile solo “in suolo pubblico”. Oggi, dopo anni di amministrazione la maggioranza si accorge che c’è pericolosità derivante dalle antenne per la telefonia mobile solo quando il suolo è privato? Cosa spinge taluni politici a impedire ai privati di ospitare antenne? Se l’idea è la salvaguardia della salute umana basta applicare le norme del regolamento vigente senza limitarne la possibilità ai privati, ma se l’idea è impedire a qualcuno di istallare antenne nella sua proprietà a queste guerre personali non ci stiamo! Ad esempio, se si voleva e si vuole ancora oggi salvaguardare i bambini delle scuole elementari e dell’asilo infantile di Sala nonché tutti i cittadini interessati direttamente da onde elettromagnetiche bastava e basta applicare il vincolo delle distanze già definito nell’art. 4 del regolamento approvato nel 2002! Tale vincolo impone che nel raggio di 300 mt. non possono essere istallate antenne. Cosa c’entra il privato e il pubblico? Augurandoci di non avere più richieste di installazioni, ma se così non fosse anche i siti privati più idonei e meno pericolosi dovranno cedere a quelli pubblici anche se con caratteristiche peggiori e più deleterie per la cittadinanza, con in più la possibilità di trovarci a fare i conti con probabili contenziosi. Ma tanto cosa importa se poi i privati si appelleranno nelle sedi opportune: le consulenze legali sono a carico della collettività e non certo degli amministratori”.

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