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La vittima, dopo aver rinvenuto nei pressi della propria abitazione e dell’attività commerciale una tanica di benzina – chiaro messaggio intimidatorio – nei giorni successivi ha ricevuto più volte la visita di Carlo Dello Russo, a sua volta imprenditore di Mercogliano che gli prometteva “la tranquillità” dietro pagamento di 20.000 euro quale contributo per “le famiglie dei carcerati”.
Al rifiuto dell’imprenditore di pagare la somma richiesta, il pregiudicato ha fatto più volte riferimento al suo complice, il ben più noto Antonio Cava, elemento di spicco dell’omonimo Clan, unica persona che avrebbe potuto “scontare” questo pagamento.
Il modus operandi è del tutto simile a quello di altre estorsioni già oggetto di attenzione da parte dei Carabinieri di Avellino e per le quali sono già state effettuate altre operazioni in passato con il conseguente arresto di pregiudicati locali.
L’operazione scattata alle prime luci dell’alba ha portato alla notifica di una ordinanza di arresto emessa dal GIP Daniela Fallarini per estorsione aggrava dall’appartenenza alla associazione di tipo mafioso di due personaggi di primissimo piano del Clan “Cava”: Antonio Cava nato a Quindici nel 1956 e Carlo Dello Russo nato ad Avellino nel 1977.
Il clan CAVA è tristemente noto per la sanguinosa faida che lo vede da oltre vent’anni contrapposto al clan Graziano anch’esso di Quindici. Il momento più cruento fu la cosiddetta strage delle donne allorché il 27 maggio del 2004 furono trucidate due donne (una terza rimase paralizzata) della famiglia Cava da parte dei Graziano.