
“Oggi esiste la politica che si pone come cassa di risonanza delle aspettative del popolo ma esiste anche la politica fatta di ‘inciuci’, di ‘intrallazzi’ e di potere. I giudici di Santa Maria Capua Vetere hanno assestato un duro colpo alla seconda schiera di comparazione della politica”. Così Carmine Cogliano, coordinatore Area Critica Comunista della Federazione Provinciale del PRC sul ‘terremoto’ che ha investito la Regione e la classe dirigente. “Qualcuno ha parlato – dichiara – e forse questo lo affermano anche i capi di accusa, di associazione a delinquere. Da parte mia non me la sento di sostenere questa ipotesi. Dico solo che in Campania il sistema è stato ingabbiato. Ancora una volta è venuto a galla il ‘tu dai una cosa a me ed io do una cosa a te’, la politica ‘unipartisan’ e ‘restauratrice’, quella dei baroni, del faccione che dal manifesto elettorale ti guarda da tutte le parti. Questa volta però – incalza – è stata pescata ‘con le mani nel sacco’ dalla bilancia… che non pende da nessuna parte”. Carica di ombre la realtà dei fatti, secondo Cogliano. “Non me la sento di condannare aprioristicamente gli attori di questo sistema – precisa – perché è chiaro, a pieno diritto, che in Italia nessuno è colpevole fino all’espletamento dell’ultimo grado di giudizio. E’ indubbio però che nella Nazione e in Campania esiste del marcio che purtroppo si palese nell’attuale classe politica”.
E in attesa dei risvolti giudiziari, arriva anche la proposta dell’esponente politico: “lavorare, tutti ed insieme, al disegno della politica nuova, alla costruzione di una società paritaria e dignitosamente ‘uguale per tutti’ senza che vi sia genuflessione verso nessuno, ma solo il rispetto di tutti gli individui. L’auspicio – conclude – è che la politica torni nelle mani dei cittadini e che la stessa non sia più lobbies o casta ma strumento di democrazia e di impegno verso la collettività”.