C.M. Ufita – Ritardo nuove assunzioni: Ciasullo striglia Casarella

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Ariano Irpino – “Chi abbaia alla luna, scandalizzandosi perché i tempi di convocazione dei candidati non sono stati rispettati, per essere stato consigliere dell’ente sino a giugno scorso, avrebbe dovuto assumere identico comportamento anche in precedenza, se solo avesse considerato che, a seguito dell’entrata in vigore della legge regionale 14/06 che autorizza nuove assunzioni in forestazione, il primo atto ufficiale della scorsa presidenza ammonta al 29/08/2006 e che, per incuria, indifferenza e superficialità, tale procedura si è conclusa ingloriosamente e con gravi perdite economiche il 31/12/2008”. A polemizzare (nella fattispecie con Carmine Casarella, sindaco di Vallata) è il presidente della Comunità Montana Ufita, Oreste Ciasullo, che incalza: “Tant’è che il nuovo esecutivo, preso atto del tempo perso, con deliberazione 65/09, ha dovuto disporre la revoca dell’intera procedura, per assenza del minimo atto di esecuzione. Trenta mesi sono tanti, specie se rapportati ai due di ritardo dell’attuale procedura. Per quanto attiene quest’ultima – chiarisce – è stata intrapresa in data 23/04/2009, quantunque la graduatoria definitiva sia stata notificata a questo ente dal settore lavoro dell’amministrazione provinciale in data 16/09/2009, ovvero 5 mesi dopo la richiesta. Voglia il consigliere Casarella, capogruppo per l’Udc alla provincia, chiedere conto di tale ritardo al settore lavoro che, conviene rammentarlo, è organismo dell’ente Provincia. infine, è vero che le disposizioni regionali in materia dispongono che la convocazione dei candidati deve essere effettuata, di norma, entro 30 giorni dal recapito della graduatoria. Ma, vale la pena precisare che, nonostante l’imperioso uso del verbo servile, il termine assegnato non è perentorio, né comminatorio, visto che non contiene sanzioni. Al massimo potrebbe essere dilatorio. Il ritardo è evidente, ma è servito per realizzare una procedura certa, legittima ed ordinata, che assicurerà le assunzioni in tempi certi ed immediati, tanto che entro il mese di novembre saranno esaurite le procedure di selezione e di avviamento. E’ un ritardo contenuto, tecnico, certamente non come quello precedente, che ha prodotto esiti così sconvolgenti da imporre la convocazione del consiglio generale per la rimodulazione dei piani annuali. Abbaiare alla luna – conclude il sindaco di Savignano Irpino – è esercizio inutile. Ancor più inutile se la luna conosce i motivi pretestuosi dell’abbaiare”.

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