CM Ufita – Ciasullo: “Incentivare il turismo culturale e gli eventi”

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Ariano Irpino – Recuperata ed inaugurata la Taverna delle monache che si trova in località Ponte Gonnella, nel comune di Ariano Irpino. Un tempo fu stazione di posta ed ex distilleria. Oggi, grazie all’intervento conservativo realizzato dalla Comunità montana dell’Ufita, è stata ristrutturata ed adattata a centro di informazione turistica. La cerimonia si è svolta alla presenza di numerose autorità civili e religiose, cittadini ed amministratori locali. Ha partecipato il senatore Ortensio Zecchino, già ministro per l’università e la ricerca scientifica nella qualità di presidente BioGeM. La benedizione è stata impartita da don Antonio Blundo, vicario generale della diocesi Ariano-Lacedonia. “La data di oggi è molto importante per l’ente montano e per il nostro territorio perché segna il raggiungimento di un obiettivo molto ambizioso individuato nel lontano 1992 quando la giunta esecutiva, presieduta da Romolo De Furia conferì l’incarico ad un progettista di immaginare un programma di sviluppo di questa parte dell’Ufita per valorizzare e promuovere le ricchezze ambientali, culturali e storiche presenti sul territorio – ha affermato il presidente dell’ente montano Oreste Ciasullo – e devo dire che quella idea fu lungimirante perché quel modello di sviluppo integrato fu poi ripreso dalla regione Campania per procedere alla organizzazione delle azioni a sostegno di tutte le aree archeologiche e storiche presenti nella regione. La giunta dell’epoca, di cui anche io facevo parte, intuì che lo sviluppo delle aree interne non poteva essere legato a singole iniziative, ma occorreva procedere con ordine e razionalità nel senso di dare al territorio l’opportunità di azioni concordate e sinergiche: occorreva, cioè, procedere alla stesura del piano integrato. Considerato che nella zona di Camporeale, ai cui confini è ubicata la taverna, esistevano ed esistono ancora reperti archeologici e tracce evidenti di una risalente cultura storica legata, per esempio, alla transumanza, si pensò di monitorare gli edifici che giacevano in stato di degrado e di inserirli all’interno di un percorso di sviluppo e valorizzazione. Da qui nacque l’idea del restauro della stazione di posta, realizzato utilizzando i fondi messi a disposizione dal Patto Baronia con la misura 2.1 del Por Campania 2000-2006. L’intervento è stato curato dall’Ufficio tecnico interno, guidato dall’ingegnere Guido Di Paola, che è responsabile del procedimento” Ciasullo ha ringraziato tutti i presidenti dell’ente che si sono succeduti dal 1992 ad oggi ed ha evidenziato il notevole contributo di idee offerto dalla Soprintendenza ai beni archeologici, culturali e storici per le province di Avellino e Salerno. Per ragioni funzionali è stato realizzato ex novo il corpo di fabbrica posto sul lato destro che ben si armonizza con il resto dell’edificio Perché il Centro di informazione turistica? “La risposta risiede nella necessità di spingere sulla valorizzazione delle nostre potenzialità – ha osservato Ciasullo – l’Ufita è ricca di eventi e testimonianze storici, ma la gran parte di questi rimane sconosciuto al grande pubblico che vive la questione delle zone interne come uno svantaggio sul piano economico e sociale. E se si continuasse a ragionare in questo modo, effettivamente si rischierebbe di non riuscire a dare una spinta a chi vive in queste zone. Il turismo culturale, rurale e religioso rappresenta una delle strade sulle quali potersi incamminare ed il Centro di informazione turistica intende realizzare la funzione di sintesi tra questa esigenza e quella legata allo sfruttamento di altre risorse locali, quali quelle della gastronomia ed enogastronomia. La ex stazione di posta, il cui nome già segnala la funzione storica che questo edificio svolse in passato, è al centro delle grandi vie di comunicazione del passato, ma anche del presente perché corre al lato della ex statale 90 che collega Napoli con Bari e si trova in posizione baricentrica rispetto ad almeno cinque province e tre regioni e per questa ragione noi la consideriamo un po’ la porta di ingresso in Ufita ed in Campania per chi proviene dalla Puglia, in modo particolare. Oltre a punto di riferimento informativo, il Centro si presta per le attività più specifiche di promozione dei prodotti tipici locali, perché presenta un’ampia area espositiva che può essere utilizzata per manifestazioni a tema, riservate ad un pubblico particolare”.

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