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CM Ufita – Assunzione 227 forestali, le ‘controdeduzioni’ dell’Ente

Ariano Irpino – In merito alla diffida che la Regione Campania ha operato nei confronti della Comunità Montana dell’Ufita, rispetto alla questione dell’assunzione di 227 operai forestali, l’Ente montano di Ariano Irpino in una nota sottolinea alcuni aspetti già evidenziati nelle ampie controdeduzioni presentate a Palazzo Santa Lucia.
Il primo aspetto riguarda la scelta della Regione di operare una diffida, che nel procedimento amministrativo non è assolutamente contemplata e ammessa.
Il procedimento di palazzo Santa Lucia, tra l’altro, è arrivato sulla scorta del ricorso avanzato da un cittadino, senza consentire il principio del contraddittorio.
“A tutt’oggi – si legge – la Comunità Montana non conosce il testo e le motivazioni, pur facilmente intuibili, del ricorso presentato dal soggetto in questione. Andando nello specifico della vicenda, la procedura di selezione è stata portata avanti seguendo alla lettera le indicazioni della normativa regionale che disciplina le assunzioni in bassa qualifica. La Legge 11/96, che disciplina il trasferimento delle competenze alle Comunità Montane per le attività di forestazione, dispone, al comma 1 dell’articolo 30, i metodi per la realizzazione delle attività lavorative. Nulla dice riguardo le assunzioni. La legge 14/06 che norma le procedure di selezione e reclutamento non prevede il possesso della qualifica. Gli operai comuni acquisiscono detta qualifica, così come previsto dal bando e dal regolamento della selezione, al termine delle 102 giornate lavorative presso l’ente montano. Per questo, dunque, è stato possibile provvedere anche all’assunzione di operai comuni e non solo di operai idraulico forestali. Venendo all’aspetto economico, il rilievo mosso dalla Regione è dotato di un certo fondamento. Il milione e 600mila euro concesso all’ente ufitano consentirebbe, infatti, solo 197 assunzioni, rispetto alle 227 poste in essere. Le 30 assunzioni aggiuntive sono state possibili solo grazie ad una scelta ben precisa del Presidente Oreste Ciasullo e della Giunta. I vertici della Comunità Montana hanno, infatti, destinato alla procedura anche quel 16% (pari a ben 256mila euro) che di solito viene destinato a spese di delega, di acquisto materiale e altro. Spese che l’Esecutivo ha azzerato per concedere un’opportunità ed una prospettiva occupazionale concreta ad altri 30 giovani e meno giovani di questo territorio. Testimonianza di come Ciasullo e la Giunta, che hanno pure rinunciato all’indennità prevista per la carica di Presidente e assessore dell’ente, abbiano a cuore e si adoperino concretamente per lo sviluppo del territorio, a differenza di altri che prediligono esclusivamente la possibilità di portare avanti le loro battaglie contro i mulini a vento e ottenere un piccolo, ultimo momento di notorietà. Quanto all’irrisoria richiesta del ricorrente, di verifica dei 90 candidati ritenuti inidonei, si evidenzia che una presenza minore del 20% di bocciati in qualsiasi concorso è assolutamente fisiologica e che le selezioni sono state effettuate, sulla scorta della graduatoria immodificabile realizzata dagli uffici provinciali del lavoro di Ariano Irpino e Grottaminarda, da apposita commissione presieduta da un docente Universitario. In altra occasione la Comunità Montana potrebbe pensare di affidare l’incarico al ricorrente per consentirgli di valutare direttamente chi deve essere assunto e chi no. A questa persona la Comunità Montana risponderà nelle sedi opportune. E’ bene, infatti, precisare che l’Ente ha richiesto copia del ricorso presentato da chi vorrebbe cancellare il sogno occupazionale di 227 giovani e meno giovani, provenienti da tutti i comuni del comprensorio ufitano, per chissà quale oscuro o forse troppo palese altro motivo. Contro il soggetto in questione, il Presidente e la Giunta ricorreranno in tutte le sedi opportune, al fine di tutelare l’immagine e il decoro dell’Ente e delle persone che lo governano”.

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