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Cittadini e indagini epidemiologiche: la lettera aperta della Cgil

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di Franco Fiordellisi segretario provinciale FILCEM – FILTEA CIGL “La CGIL e la FILCEM sono anni che hanno sviluppato politiche per l’ambiente, prevenzione e sicurezza così da darne ampio spazio e rilevanza nell’agire quotidiano. A livello locale nella qualità di segretario Provinciale della Filcem (chimici,manifatturiero, acqua e energia) ho richiamato più volte l’attenzione su questi temi, tramite i mezzi di stampa e comunicazione, oppure informato gli organismi preposti, delle situazioni di grave pericolo, rischio ambientale e di sicurezza per la salute sia dei lavoratori che dei cittadini. Così dopo gli ennesimi fatti assurti alle cronache: i rischi per la salute nella valle del Sabato, ma non solo, e gli ennesimi morti sul lavoro, intendo esplicitare ulteriormente alcune situazioni. È chiaro ormai, che ognuno ha una sua sensibilità verso questi argomenti, decidendo come meglio credono, fare o agire, io ritengo siano valori per una società realmente civile, ma è assurdo e quasi ai limiti dell’azione giudiziaria, che uomini e donne rappresentanti di Enti, Istituzioni,Organismi di controllo non vedano non sentano e non parlino. Insomma sembrano le tre scimmiotte. Per tutto quanto sta accadendo e avviene nel territorio provinciale della “Verde Irpinia”, nelle aree industriali, negli opifici dati in fitto, o sotto curatele fallimentari o in cantieri con appalti anche pubblici! In queste realtà il rispetto dell’ambiente e delle regole di prevenzione sono scarsissime! Solo con con l’attività di delegati aziendali (RSU) o rappresentanti dei Lavoratori alla Sicurezza (RLS) sensibili si riescono a tamponare le mancanze o manchevolezze delle Istituzioni preposte. Davvero mi sembra di non dire niente di nuovo o di diverso da quello che avvertono o di cui sono a conoscenza i singoli cittadini e lavoratori, ma che viene sminuito o addirittura mistificato, da alcuni Enti o meglio Soggetti che dirigono Istituzioni, anche quando ci sono indagini epidemiologiche, come nel caso attuale della Valle del Sabato, o per le indagini nella Valle dell’Irno ed ancora per le indagini sull’Amianto. Non credo che ciò avvenga per una diversa sensibilità su questi argomenti , ma temo sia dovuta a delle convenienze e degli interessi di parte. Ecco, ad esempio, sull’amianto c’è la seguente situazione da denunciare, ovvero come si stanno effettuando e portando avanti i lavori di bonifica nell’area dell’Ex ISOCHIMCA? Infatti da alcuni giorni ho notato nell’area exISOCHIMICA, sottoposta a bonifica ambientale dal Comune di Avellino, appalto pubblico quindi, che operano lavoratori senza nessuna protezione individuale se non una tuta bianca messa anche in modo posticcio, ma a preoccuparmi sono anche le polveri che si sollevano e si espandono in tutta l’area limitrofa industriale ed urbana. Vorrei ricordare alle Istituzioni che in quell’area c’è da bonificare l’AMIANTO più pericoloso, mi domando se sia possibile che in un appalto pubblico non ci siano i controlli e le accortezze che una tale bonifica prevede? C’è il monitoraggio dell’ASL? Dove sono le protezioni per le aree e l’ambiente circostante e per i lavoratori impiegati nella stessa? Ritengo che tutto faccia il paio con quello che stamane ho visto nel cantiere per il Corso di Avellino, in bella mostra alla cittadinanza, ai commercianti e politici compresi, vi erano una decina di operai che senza una minima protezione e senza cartellini di riconoscimento lavoravano nel cantiere pubblico in pieno centro sotto gli occhi di tutti! Tutto questo fa male, si mi fa male come uomo del Sud, dell’IRPINIA, ma come cittadino e dirigente sindacale continuerò a denunciare e far notare queste palesi violazioni, affinchè sia rispettato il dettato dell’Art. 32 della Costituzione “la salute come diritto individuale e interesse della collettività”. Chi di dovere intervenga! Altro che allarmismi”.

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