
Avellino – La “Città Visibile” torna al centro dello scenario politico avellinese e irpino. Il movimento, già pensato da Toni Iermano nel periodo in cui ricopriva l’Assessorato alla cultura presso l’assise di Piazza del Popolo, è stato ufficialmente presentato mercoledì 20 giugno in Consiglio Comunale per voce del suo rappresentante in aula, Ernesto Di Cicilia. Il consigliere nelle scorse settimane aveva lasciato il gruppo della Margherita, non risparmiando critiche nei confronti dei rappresentanti del fiorellino per il modo di gestire le problematiche amministrative della città. Tra i principali motivi di dissenso tra il consigliere e la Margherita, la gestione dei fondi e la realizzazione delle mega-opere. Ed è proprio dalla ‘rimodulazione intelligente’ dei fondi che il neo gruppo vuole ripartire per rilanciare il capoluogo irpino. “Il nostro – esordice Di Cicilia – vuole essere un movimento di alternativa, civile e apartitico, ma non apolitico. Tutt’altro. Vogliamo rendere partecipe la città, concentrando l’attenzione sui problemi più delicati e attuali, coinvolgendo i cittadini nella discussione e nel dibattito”. Tra i primi intenti di “Città Visibile”, dunque, c’è la voglia di riportare il confronto politico tra i cittadini, riavvicinandoli ai partiti e alle istituzioni. Ma l’obiettivo principale è, a detta di Di Cicilia, “spostare l’attenzione sui problemi immateriali rispetto a quelli materiali. Non bastano solo le grandi opere per fare grande una città. Al centro della discussione politica ci devono essere prima di tutto i problemi sociali, le politiche giovanili, l’ambiente… tutti quegli aspetti amministrativi che rendono la città un luogo sicuro e vivibile. Purtroppo, però, l’amministrazione Galasso è stata carente sotto questo punto di vista”. Di Cicilia lamenta inoltre una ‘eccessiva preoccupazione’ per la realizzazione delle grandi opere. “Ottenere i fondi non significa doverli utilizzare a tutti i costi – dichiara il consigliere – facendo ricorso a progetti come quello del tunnel o di Piazzetta Perugini, che sollevano non pochi dubbi e creano diversi interrogativi. Piuttosto che preoccuparsi di trovare fondi qua e là e necessaria una forte programmazione: uno studio condiviso su come utilizzare i soldi a disposizione, senza gravare sul bilancio comunale e, di conseguenza, sulle tasche del cittadino”. La “Città Visibile” di Iermano e Di Cicilia si appresta dunque a far sentire la propria voce in Consiglio, con queste parole d’ordine: vivibilità, sviluppo e programmazione. (di Giuseppe Matarazzo)