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Città Visibile: “Antiestetica la rampa di accesso al Castello”

Avellino – La Città Visibile, movimento di alternativa civile, chiede al sindaco di Avellino di mettere in atto ogni forma di azione per eliminare il ponte-galleggiante istallato davanti al sito archeologico di piazza Castello. “Si tratta di una insostenibile forzatura architettonica, – si legge nella nota a firma del movimento – derivata da scelte culturali a dir poco discutibili e del tutto indifferenti verso quella necessaria “seduzione del luogo” che costituisce l’essenza delle nuove politiche di recupero e restauro dei valori dell’antico. Pensare che la rampa metallica, ad esempio, possa surrogare l’idea del medioevale ponte levatoio è davvero inquietante. Il Castello di Avellino è la maggiore testimonianza di una collettività che mille anni fa volle affermare la volontà di simboleggiare la propria esistenza in un mondo di barbarie e di caos. Alle nuove generazioni spetta unicamente il compito di tutelare e proteggere quello straordinario sforzo. La contaminazione tra antico e moderno è talvolta affascinate e ambiziosa sul piano estetico, ma le motivazioni illustrate dai tecnici sulla scelta operata a Piazza Castello sono friabili concettualmente e del tutto prive di prospettive sulla “funzione” del monumento, a cui pur sono affidati rilevanti significati materiali e simbolici. La città di Avellino ha un bisogno disperato di valori ed occorre, con motivazioni forti e condivise, cercare di recuperare nella idealità degli spazi parti determinanti della sua identità sia sul piano della forma materiale che nell’insieme del loro segno metaforico”. Poi l’invito ai politici cittadini: “I linguaggi ascoltati in queste giornate lasciano perplessi e stupefatti. In particolare gli amministratori pubblici, a cui non dovrebbero tanto interessare i lotti o gli stati d’avanzamento ma le finalità dei lavori in corso, appaiono del tutto inadeguati rispetto ad un fascio di questioni che richiede invece competenze tecnico-scientifiche accertate. Chiediamo al sindaco Galasso una scelta responsabile ed un po’ di buon gusto, ricordandogli che finora il Castello ha richiesto investimenti pubblici importanti che non possono non trovare spiegazioni e motivazioni consapevoli. Infine, chiediamo l’istituzione di una commissione tecnica composta da personalità del mondo accademico e scientifico (architetti, ingegneri, archeologi, storici) affinché si possa concretamente trovare un significato ed una finalità al restauro di un’area paesaggistico-monumentale da estendere unitariamente alla piazza antistante e all’intera collina della Terra”.

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