![]()
La manifestazione di domani, sabato 12 dicembre, sarà il punto di partenza per aprire una grande vertenza per il lavoro e lo sviluppo.
Quindi l’Irpinia è pronta alla mobilitazione.
La Cisl ritiene che in questo momento particolare occorre raccordarsi con tutte le forze politiche, istituzionali e sociali presenti sul territorio per affrontare concretamente la crisi economica e finanziaria che ha colpito la provincia di Avellino.
I dati forniti dai CPI sono solo alcuni esempi di una drammatica realtà: circa 80.000 iscritti ai CPI della provincia di Avellino, circa 6.000 giovani intelligenze tra laureati e diplomati hanno lasciato l’Irpinia per muoversi verso il Nord negli ultimi 6 anni. Tra licenziati, messi in mobilità ed in CigS si arriva a circa 8.000 lavoratori.
“L’assenza di politiche regionali attive del lavoro – ha dichiarato il segretario generale della Cisl Mario Melchionna – ha generato un bacino di lavoratori “assistiti”, che richiede un intervento politico della Presidenza della Giunta nei confronti delle imprese, finalizzato alla riqualificazione e ricollocazione di quei lavoratori fuoriusciti dal sistema produttivo e/o beneficiari degli strumenti di sostegno, anche in realtà produttive diverse da quelle di provenienza.
A questi dati drammatici si aggiungano gli infortuni sul lavoro che quotidianamente attentano la vita dei lavoratori e il ricorso sempre più frequente al lavoro nero che in questa provincia ha raggiunto livelli davvero preoccupanti”.
Per questi motivi il sindacato chiede un forte impegno in favore del Mezzogiorno con interventi immediati in funzioni anti-ciclica in un quadro di misure più organiche per rilanciare lo sviluppo, gli investimenti, la realizzazione delle infrastrutture, il sostegno dell’occupazione, nella convinzione che lo sviluppo del Mezzogiorno è una necessità e una opportunità per l’intero Paese.
“E’ assolutamente urgente – ha evidenziato Melchionna – la messa in atto di un vero e proprio Piano per lo sviluppo del Sud attraverso la stipula di un patto di responsabilita’ tra il Governo, le Regioni e le parti sociali che ponga fine alla stagione dell’inerzia, dell’immobilismo, delle risorse sprecate o mal utilizzate e definisca pochi importanti interventi: lo sblocco e la effettiva messa a disposizione per le regioni del Sud delle risorse previste dal Fondo Aree Sottoutilizzate, unitamente alla ottimizzazione nell’uso dei Fondi Europei che fino al 2013 sono ancora molto consistenti, la finalizzazione condivisa tra Governo e Regioni delle risorse nazionali ed europee e la salvaguardia e una maggiore qualificazione della spesa ordinaria per realizzare efficacia e semplificazione della pubblica amministrazione, un effettivo risanamento della sanità, il rafforzamento della sicurezza e della legalità del territorio”.