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Il sistema camerale destina circa il 90% del volume delle proprie risorse al territorio (465 MLN€) sotto forma di servizi alle imprese (promozione della competitività, internazionalizzazione, corretto funzionamento dei mercati), servizi di e-gov per facilitare il rapporto tra imprese e PA, accesso al credito (Confidi). Questo è il mondo delle Camere di Commercio. Il sindacato ha le proposte necessarie per riformarlo senza penalizzare il nostro sistema di imprese: razionalizzando il sistema delle aziende speciali, snellendo i livelli, promuovendo sinergie e messa in comune di funzioni tra Unioni Regionali e Camere di commercio provinciali e soprattutto ridisegnando la rete dei servizi in funzione dell’innovazione produttiva e nel quadro del riassetto istituzionale e amministrativo del territorio. Spetta adesso al Parlamento modificare una simile stortura ed è questo che i lavoratori delle Camere di Commercio chiederanno in piazza il 23 Luglio. Nei giorni scorsi abbiamo presentato emendamenti al DL. 90 /2014 ivi compreso quello di abrogazione dell’art. 28 atteso che provvedimenti estemporanei e occasionali vadano ulteriormente ad inficiare quella riforma che noi riteniamo utile. Presso le sedi delle Camere di Commercio di Avellino e Benevento sono stati tenuti incontri con i lavoratori perché con il loro contributo ed il sostegno alla vertenza si possa dare voce ad un popolo di dipendenti che sino ad oggi hanno lavorato per le comunità e vedono ridimensionate le competenze maturate senza un disegno organico di riforma vera. Abbiamo predisposto un documento anche frutto degli incontri con i lavoratori che domani consegneremo a S.E. Il Prefetto di Avellino e di Benevento perché lo inoltrino alla Presidenza del Consiglio dei Ministri”. Così la nota della Cisl sulla mobilitazione dipendenti delle Camere di Commercio.