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Cipriano dice ‘no’ a D’Alessio: “Non contesto l’artista, ma…”

Avellino – Non si contesta l’artista, ma come sono stati spesi 130mila euro per una serata quando era possibile organizzare trenta eventi e programmarli per tutto il periodo natalizio. Anche il presidente della commissione consiliare alla Cultura del Comune di Avellino, Luca Cipriano, ha aderito al gruppo di Facebook “Diciamo no a Gigi D’Alessio ad Avellino” che conta oltre 6mila iscritti. Una partecipazione significativa che, nonostante i chiarimenti dell’assessore Biazzo, è destinata ad aumentare. “Si è trattata di una scelta inopportuna – ha spiegato l’esponente di maggioranza – non tanto per l’aspetto artistico, che non giudico, ma per l’elevato budget che poteva anche esser ripartito diversamente”. E di altre soluzioni ce n’erano. Lo stesso Cipriano ne aveva ipotizzate due: o chiamare un artista mai stato in città (o quanto meno non di recente apparizione) o spalmare il finanziamento per il solo D’Alessio su altri microeventi dalla lunga durata. Ed il caso D’Alessio ad Avellino ha suscitato l’interesse anche di testate nazionali che stanno seguendo la vicenda con particolare attenzione e curiosità. “E’ stato speso per un concerto di un paio d’ore – continua Cipriano – un budget importante. Si è compiuta una scelta su un cantante, nonostante la sua internazionalità, non solo già visto in città (D’Alessio è stato ad Avellino in occasione del Ferragosto 2006, ndr) ma che ha da proporre la solita scaletta, magari per l’occasione un po’ rimescolata”. E sulla possibilità di vedere il duetto D’Alessio-Amoroso, Cipriano spiega: “Si sono avuti contatti ed incontri, ma non c’è nulla di certo”. E di sicuro non si tratta di fare i critici musicali, ma solo di spendere una critica su come si potevano utilizzare 130mila euro. Magari portando in Irpinia Vinicio Capossela. Complessivamente, il Natale avellinese è costato al Comune 170mila euro. Cifre da capogiro per un evento che poteva essere organizzato in modo diverso. Ad esempio allestendo un festival di musica jazz o gospel, spettacoli di strada di trasformismo, che non siano i soliti Babbo Natale che dispensano caramelle, portare in scena i talenti irpini o comunque locali. Perché come chiosa Cipriano: “Con 5mila euro si poteva ingaggiare qualsiasi artista emergente di qualità e rendere maggiormente animata la città”. (di Marianna Marrazzo)

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