Cinzia Spiniello lascia il Prc: “Non è più il mio partito”

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“Non si può essere in movimento restando fermi, questa è oramai la condizione dell’area rifondazione per la sinistra, che dopo il congresso di Chianciano ha visto capovolgere l’esito del meeting allorchè le minoranze all’interno del partito si sono accordate affinchè la nostra mozione, che vede primo firmatario Niki Vendola, nonostante avesse raggiunto oltre il 48 per cento dei voti congressuali divenisse di fatto minoranza, dando vita ad una vera restaurazione del PRC distruggendo un patrimonio politico costruito negli ultimi 10 anni”. È l’analisi di Cinzia Spiniello, coordinatrice provinciale dell’area “Rifondazione per la Sinistra” che continua: “L’agibilità politica all’interno del partito in questi ultimi mesi è praticamente scomparsa, anche ad Avellino dove la mozione aveva ricevuto oltre il 60 per cento dei consensi. Un vero e proprio mobbing è stato perpetuato nella federazione provinciale a danno dei compagni che avevano aderito all’area, impedendo con ogni modo lo svolgimento dei lavori della segreteria e del CPP. Questa purtroppo risulta essere la condizione del Prc anche a livello nazionale. Ha ragione Fausto Bertinotti quando dice che il partito è diventato irriconoscibile. Sarebbe in qualche modo “più comodo” restare ad Avellino dove l’area appunto detiene la maggioranza assoluta, ma per restare bisogna avere un progetto convincente che apra la porta al futuro. Lascio il Prc solo con il rammarico che il mio partito non esiste più, perlomeno non la rifondazione a cui ho aderito con convinzione a partire da Genova 2001, ma continuo il sogno di un altro mondo possibile, di un’altra Sinistra possibile”.

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