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“E’ dal mese di ottobre del 2001 – ha spiegato Gaetano De Feo, segretario provinciale della Feneal Uil – che abbiamo seguito, con attenzione e determinazione, i tempi di presentazione ed approvazione del piano di risanamento della cava, che a noi risulta in corso di esecuzione, ed in attesa dell’approvazione della legge regionale sul riordino della materia, sulla base di discussione di cui al Disegno di legge presentato dall’allora assessore regionale Enzo De Luca. Il nostro interesse principale è quello di salvaguardare i lavoratori e dare continuità al posto di lavoro in una delle tante zone della provincia disastrata dal versante occupazionale. Tale opportunità occupazionale rappresenta l’unica possibilità di prospettiva per recuperare una condizione reddituale accettabile ed in grado di soddisfare le esigenze di vita delle famiglie interessate. Il risanamento ambientale resta un obiettivo prioritario da perseguire, come resta fondamentale il controllo sulle attività realizzate nel periodo di esecuzione del progetto presentato agli organismi competenti; il tutto, riteniamo, debba essere fatto in tempi ragionevoli e certi, senza mettere sempre in discussione la continuità della produzione possibile e del mantenimento dei posti di lavoro. Siamo dell’idea che, su iniziativa del Comune di Chiusano, si possa determinare un confronto a tutto campo su queste problematiche per fare definitivamente chiarezza sullo stato di fatto e sulle prospettive per il futuro. Non vogliamo creare allarmismi, siamo preoccupati per la crisi occupazionale che si è determinata e che interessa almeno 80 famiglie, tra lavoratori diretti ed indotto, e siamo portatori di un disagio sociale notevole dei lavoratori interessati, ad oggi senza garanzia di lavoro e di salario. Siamo convinti della disponibilità e della sensibilità del sindaco e dell’amministrazione comunale di Chiusano, a tutti loro ci rivolgiamo per attivare un tavolo di confronto”.