Ente Provincia – “Ormai da tempo stiamo chiedendo con forza che la coalizione di centrosinistra dell’amministrazione provinciale trovi senso di equilibrio, di rispetto e di collaborazione tra le forze politiche, definendo soprattutto un’azione amministrativa ispirata ad un disegno di cambiamento e non alla sopravvivenza nel quotidiano”. Dopo le fibrillazioni registrate in Consiglio provinciale giunge il chiarimento. Il capogruppo della Margherita Giuseppe De Mita, l’assessore provinciale Giuseppe Di Milia e il coordinatore provinciale Domenico Covotta lanciano le ‘accuse’ e dopo i dubbi che hanno imperversato sull’assise provinciale, la Margherita esce allo scoperto. “Si è preferito ignorare tali richieste. Si è ritenuto di continuare ad imporre scelte. Si è stabilito di negare il diritto stesso alla discussione ed alla diversità di vedute. E tutto ciò si è, quale ultimo esempio, verificato in merito alla deliberazione sui fondi Fas assumendo con la forza dei numeri una decisione che vedeva gli assessori della Margherita in disaccordo. E si è verificato ancora di più non dando alcuna considerazione ad una nota degli stessi assessori con la quale ponevano con nettezza alla presidente un problema di corretta amministrazione. Nel Consiglio, poi, dinanzi ad un inutile e provocatorio elogio da parte della presidente proprio delle scelte compiute sui fondi Fas, il gruppo ha voluto esprimere simbolicamente, con una astensione, solidarietà agli assessori ed irritazione per il fatto che anziché ridurre le distanze nella maggioranza la presidente le sottolineasse con indifferenza. Il punto è che se si ritiene non necessaria la nostra collaborazione in giunta non la si può pretendere in Consiglio. Ora, dopo aver ignorato i problemi, la loro genesi e la loro natura, si vorrebbe drammatizzare la situazione con una anacronistica convocazione di segretari e capigruppo. E questa drammatizzazione pare proprio un modo per continuare ad ignorare i problemi. Non ci faremo trascinare su un terreno improprio e pretestuoso e, pertanto, non parteciperemo ad alcuna riunione. La questione posta, in primo luogo dagli assessori, è sulla gestione dell’azione di governo: la presidente ha il dovere di risolvere i problemi che le vengono posti senza spostare la competenza ed il luogo dove devono essere risolti. L’unico modo in cui questo stato di cose può essere superato è il ripristino dell’unitarietà dell’azione di governo con l’eliminazione delle ragioni di rottura: cioè con fatti concreti. Sino ad allora e comunque in mancanza di ciò, la nostra sarà una posizione di maggioranza critica. In questo frangente politico sono sobrietà ed intelligenza le doti di cui si dovrebbe dare dimostrazione”.
Questo il comunicato inviato in data odierna dai tre sottoscrittori.
Ma che il clima a Palazzo Caracciolo ormai sia diventato pesante, lo si evince dalla nota trasmessa al Presidente De Simone e resa pubblica oggi con la quale la Margherita evidenziava il ‘disagio’ dell’azione amministrativa gia a metà febbraio.
“On.le Presidente dopo gli ultimi avvenimenti a Lei ben noti, il governo dell’Ente Provincia sta attraversando un momento di grande difficoltà politica che mina lo spirito stesso della coalizione. Il gruppo degli Assessori della Margherita avverte un fortissimo disagio, frutto dell’eccessiva personalizzazione dell’azione amministrativa da parte Sua, sostanziatasi in diversi atti privi della necessaria condivisione che solo per senso di responsabilità non abbiamo contestato. A questo bisogna aggiungere che nulla è cambiato, nonostante le nostre continue e reiterate sollecitazioni, riguardo all’efficienza dell’azione amministrativa e della struttura dell’Ente che spesso siamo costretti a subire piuttosto che a governare. Siamo stati, in diverse occasioni, e non solo ora, interpreti delle difficoltà espresse dal Gruppo dei Consiglieri della Margherita e dal Suo Capogruppo, a cui va tutta la nostra solidarietà, che lamentavano un ruolo del tutto marginale rispetto alla programmazione e agli indirizzi strategici di questo Ente. Riteniamo che il mancato confronto e lo scarso coinvolgimento della nostra rappresentanza penalizzino l’azione programmatica e sminuiscano il ruolo stesso della Provincia a cui la Margherita ha dato maggiore sostegno, sia in termini elettorali che politico amministrativi. Pur riconoscendo che l’elezione diretta del Presidente conceda prerogative specifiche, per noi la condivisione politica resta prioritaria rispetto alle scelte da operare; questo per garantire la rappresentanza di tutte le forze politiche e non solo di chi in questo preciso momento si trova a poter imporre le decisioni. Alla luce di quanto innanzia accaduto, crediamo che tale situazione non possa più a lungo perdurare, pertanto non godendo più della nostra fiducia Vi comunichiamo, credendo di interpretare anche il pensiero del gruppo consiliare, che d’ora in poi ci riterremo liberi di decidere autonomamente sulle singole questioni”.
