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Il cibo-test usato dagli autori, un gruppo di ricercatori del Laiko General Hospital di Atene, in Grecia, è stato infatti un ghiotto gelato da 300 grammi. Ai volontari sono stati dati ben trenta minuti per gustarselo: alcuni lo hanno spazzolato in pochi minuti, altri si son presi tutto il tempo per mangiarlo. I ricercatori hanno prelevato campioni di sangue prima del gelato e poi ogni 30 minuti, fino a tre ore e mezzo dopo l’inizio del pasto; nel sangue sono stati dosati glucosio, insulina, grassi e i livelli di due ormoni, il peptide YY e il peptide simile al glucagone. Questi ormoni, che vengono prodotti dall’intestino, agiscono sul cervello inducendo sazietà e segnalando che il pasto deve interrompersi; ebbene, chi aveva impiegato più tempo a mangiare il gelato aveva mediamente livelli più elevati nel sangue di peptide YY e peptide simile al glucagone, e non a caso riferiva di sentirsi più sazio.