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Cgil: “Ripartiamo dal Patto con nuovo protagonismo della Provincia”

Avellino – Dopo lo sciopero generale del 6 settembre, la CGIL sollecita nuovamente le istituzioni irpine ed in particolare la Provincia di Avellino, al fine di non dimenticare le innumerevoli crisi e vertenze che attraversano la provincia. “Registriamo un silenzio imbarazzante da parte del presidente di Palazzo Caracciolo, Cosimo Sibilia, riguardo alle numerose vertenze irpine. La situazione drammatica – osserva Vincenzo Petruzziello – non riguarda solo la Irisbus, ma anche altre aziende, a partire dall’Almec, passando per il settore della concia, dell’edilizia senza escludere i forestali da mesi senza alcuna prospettiva di reddito e di lavoro e gli operatori delle cooperative sociali, che gratuitamente da otto mesi, lavorano per non interrompere il servizio. Rispetto alle urgenze dell’Irpinia, che nel corso dei mesi si sono acuite – nonostante l’allarme e l’attenzione della CGIL di Avellino – abbiamo fornito soluzioni e strumenti che sono tutti racchiusi nel Patto per lo sviluppo. Rispetto al Patto chiediamo a Sibilia – pungola il segretario provinciale della CGIL di Avellino – che impegno ha mantenuto? A che punto è l’attuazione dello stesso, sancita più volte nei tavoli di confronto? Che misure mette in campo la Provincia di Avellino, per tamponare l’emorragia di posti di lavoro? Riteniamo, nonostante il recente sciopero che ancora una volta ha visto solo la CGIL in piazza, che sia necessario ed urgente riprendere la mobilitazione sul piano locale e che la provincia si renda nuovamente protagonista nell’attuazione di misure efficaci per contrastare la crisi. Il patto per lo sviluppo, nostro malgrado è finito nel dimenticatoio, anche con il silenzio assenso degli imprenditori locali che ne furono sottoscrittori e propositori. Occorre immediatamente – conclude Petruzziello – riprendere il confronto tra le parti sociali e dare seguito alle linee di intervento contenute nel Patto, alcune delle quali immediatamente attuabili, come sul fronte dell’edilizia scolastica e pubblica. La CGIL sollecita al presidente Sibilia una ripresa del confronto e un nuovo protagonismo in capo all’amministrazione provinciale per tutte le misure attuabili con i fondi disponibili, secondo i criteri stabiliti dal Patto, fermo restando che occorre anche riprendere l’azione nei confronti della Regione, per garantire l’arrivo dei fondi per le infrastrutture, per i trasporti e per i settori che da diversi mesi vivono una profonda crisi, non legata ai mercati, ma alle scelte di politica economica degli enti sovraordinati. La stessa azione nei confronti della Regione, venuta già meno in occasione della vertenza Irisbus, per la quale il presidente Sibilia non ha speso una parola al fine di sollecitare il piano regionale dei trasporti, va ripresa anche per quanto riguarda il piano ospedaliero, che oltre a decretare l’ormai assodata chiusura degli ospedali di Bisaccia e Sant’Angelo sta mettendo in crisi l’organizzazione dell’azienda ospedaliera Moscati, come hanno evidenziato i medici con la recente agitazione. Ed anche sul versante dei rifiuti, la provincia continua a mostrare debolezza e a limitare la propria attività ai ricorsi legali, senza imprimere una svolta politica al problema, che, anzi, è stato determinato proprio dalle scelte politiche della maggioranza che governa sia Palazzo Caracciolo che palazzo Santa Lucia”

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