Avellino – La Cgil Campania ha inaugurato nel primo pomeriggio la tre giorni congressuale ad Avellino. Il capoluogo d’Irpinia è stato infatti scelto come scenario regionale dell’ottava assemblea elettiva del sindacato guidato dal segretario generale uscente Michele Gravano, che si conclude venerdì 3 febbraio al Samantha della Porta. Un appuntamento importante. Un’occasione allettante se letta poi nella chiave di volano di riflessione pre-elettorale su questioni legate allo sviluppo, agli indirizzi politici vincenti, ai problemi irrisolti e a quelli che il prossimo Governo dovrà affrontare. Temi che hanno visto in prima fila ospiti di grande rilievo del parterre politico regionale, provinciale e non solo.
A partire dal primo cittadino Pino Galasso, che ha portato i saluti della Città ai 411 delegati sindacali della Cgil, di cui il 40 per cento quota rosa, rappresentati al tavolo degli interventi dall’Assemblea congressuale, tra cui il segretario riconfermato della Cgil irpina, Ruggiero Cutillo.
Al breve intervento del sindaco di Avellino, che ha espresso grande soddisfazione per aver visto il capoluogo irpino sede dell’ottavo congresso regionale, elogiando nel complesso l’operato sindacale, è seguito il breve ma intenso saluto del Vescovo Monsignor Francesco Marino. Ancora, in sala, tra gli altri, l’assessore provinciale Luigi Mainolfi, i segretari Uil e Ugl, Festa e Squittino, il segretario provinciale della Quercia, Raffaele Aurisicchio, il presidente di partito Michele D’Ambrosio, il capogruppo regionale dei Ds, Amato, il segretario regionale di Rifondazione, D’Alessandro, il vice presidente regionale della Margherita, per passare poi ai consiglieri e assessori regionali, gli irpini Angelo Giusto, Enzo De Luca, e Rosetta D’Amelio, e direttamente da Palazzo Santa Lucia, il presidente del Consiglio regionale Sandra Lonardo. E’ lady Mastella a sottolineare nel suo intervento l’importanza del dialogo tra politica, territori e parti sociali, linea guida sulla quale il Parlamentino regionale sta concentrando, come sottolinea, il suo operato.
Convinta che le problematiche siano tante e le risoluzioni difficili, soprattutto in clima pre-elettorale la Lonardo ritiene che sia fondamentale “restare insieme per portare all’attenzione delle amministrazioni le vere questioni, al fine di dare risposte veloci alla gente che attende”. Infine, la parola passa al segretario uscente della Cgil Campania, Michele Gravano. E’ lui a sottolineare virtù e limiti di un sindacato “che ha raggiunto il quorum del 40 per cento dei delegati femminili grazie all’impegno delle nostre strutture, come pure l’obiettivo di una consistente presenza giovanile nella direzione del sindacato in tutti i luoghi di lavoro. Ma c’è ancora tanto da lavorare nel caso di molti immigrati ancora in stato di precarietà”.
“Il contesto entro il quale noi della Campania vogliamo sviluppare la nostra iniziativa sindacale – ha continuato– guarda all’Europa e al ruolo che essa può giocare nel Mediterraneo, che deve diventare un laboratorio di esperienza sul piano sociale, economico, un’area di pace, di sviluppo della democrazia, un’area di governo dei conflitti storici, di dialogo interreligioso, per combattere i fanatismi e l’arroganza dei fondamentalismi”. Un modo anche per affondare la lama nell’ “inadeguatezza della politica governativa che si manifesta attraverso una carenza di risorse e pesanti tagli, contrastati dai sindacati di polizia, che penalizzano le strutture penitenziarie, il Corpo forestale, i Carabinieri e l’Esercito”. Una politica, quella del centro destra, che a suo giudizio ha abbandonato il Sud, che ha visto crescere l’insicurezza dei cittadini nel mondo del lavoro: “E’ aumentata la precarietà, si è ampliato il lavoro nero, sono aumentati gli infortuni, il lavoro stabile e a tempo indeterminato è stato sempre considerato residuale rispetto ad altre modalità di accesso al lavoro, la precarietà è stata accompagnata anche da politiche di frantumazione del ciclo delle imprese con le esternalizzazioni, l’outsourcing, con una complicazione e un’alterazione della vecchia dimensione di impresa che ha avuto effetti negativi per quanto riguarda le certezze del lavoro, le relazioni industriali e l’esercizio della contrattazione”.
Unica gamba dello sviluppo, in uno scenario penalizzante per un Sud sempre più contrapposto ad un Nord favorito nella distribuzione delle risorse, ricorda infine Gravano, la politica delle Regioni, laddove lo sviluppo regionale campano necessita più che mai di un coordinamento integrato. Non poteva mancare, infine, il riferimento alla Devolution e alla Legge elettorale, vissute “come tentativo di alterare le regole democratiche”. In particolare, per la battaglia in difesa della Costituzione e del valore laico dello Stato, grandi le speranze nutrite nell’autorevole voce del Senatore della Margherita, Nicola Mancino. Insomma, lavoro, diritti, solidarietà, legalità, pace e democrazia: sono queste le parole d’ordine dell’VIII Congresso sindacale della Cgil, dettate e lette nel nome di una progettazione del Sud, e dell’Italia in genere, pensata nella nuova prospettiva europea e mediterranea.
(di Antonietta Miceli)
Domani, nel corso della seconda e penultima giornata congressuale della Cgil Campania, sempre al Samantha della Porta, l’intervento del governatore regionale Antonio Bassolino, in programma per le ore 12.30. Tra gli ospiti del dibattito, i leader regionali di Cisl e Uil, Pietro Cerrito e Anna Rea, la presidente di Federindustria Campania, Cristiana Coppola, il sostituto procuratore Dna Gianfranco Donadio, il procuratore generale di Torino, Giancarlo Caselli, il sostituto procuratore di Santa Maria Capua Vetere, Donato Ceglie, il segretario generale nazionale del Silp, Claudio Giardullo.
La giornata conclusiva di venerdì 3 febbraio prevede infine gli interventi del rettore del secondo Ateneo di Napoli, Antonio Grella, dal presidnete di Città della Scienza, Luigi Nicolais, dell’attore Renato Carpentieri, del senatore Nicola Mancino. Quindi, alle 16.30 le conclusioni di Paolo Nerozzi, della segreteria nazionale Cgil, l’approvazione dei documenti, e per finire l’elezione dei delegati al congresso nazionale e degli organismi dirigenti.
