
Cervinara – Continua senza interruzione la predisposizione dell’area, dove devono essere costruite le vasche idrauliche di contenimento, per limitare il rischio idrogeologico della montagna cervinarese. Le proteste dei proprietari che si sono visti espropriare i terreni coltivati a castagneto da frutto non hanno approdato ad alcun risultato, e proprio in questi giorni si sta provvedendo all’abbattimento delle piante nell’area interessata. In alcuni casi si tratta di piante di castagno secolari, un vero e proprio “sacrificio”, che non è stato possibile evitare. La zona interessata è quella della montagna a ridosso delle frazioni Ioffredo e Castello che nel dicembre del ‘99, furono colpite dall’alluvione che provocò cinque morti e notevoli danni. A nulla è valsa la protesta cittadina che chiedeva una diversa localizzazione delle vasche di contenimento in costruzione, accusando anche il silenzio dei responsabili comunali, che hanno lasciato nell’indifferenza i proprietari terrieri. Ma la necessità di mettere in sicurezza la montagna, ed in particolare il bacino idrografico del torrente Castello, ha portato il Commissariato di Governo della Regione Campania alla elaborazione di questo progetto che prevede la costruzioni di enormi cisterne di contenimento, lunghe circa 200 metri e larghe 40, per contenere eventuali materiali alluvionali che da monte scendono a valle. La ditta appaltatrice napoletana ha provveduto ad istallare il cantiere per l’avvio dei lavori. Resta tuttavia da affrontare la difficile problematica relativa alla delimitazione dei nuovi confini, oltre alla possibilità di accedere a quello che rimane dei propri terreni da parte dei proprietari.