Cervinara – Polemiche sull’Iacp: nuove accuse sulla ripartizione

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Cervinara – L’Iacp ‘vittima’ di attacchi da più fronti. L’intervento del vice presidente del Consiglio Salvatore Ronghi – che ha chiesto per l’ente avellinese lo scioglimento del Cda e la nomina di un commissario ad acta – è oggi avvalorato dall’attacco partito dall’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Cervinara Filuccio Tangredi. “La vicenda – spiega l’assessore intervenendo sulla ripartizione dei fondi – ha del sensazionale in quanto la visione del presidente Giovanni Romano mortifica le esigenze di equità e trasparenza amministrativa al punto che si può tranquillamente affermare che nell’ente è venuta meno la libertà democratica. Il presidente, di nomina politica, non è capace di risolvere i problemi degli inquilini di Avellino e provincia, ha una visione personale della gestione dell’Iacp che non si è mai registrata prima d’ora, dove a prevalere sono gli interessi di pochi a discapito di tanti. Alcuni giorni orsono in un incontro con il presidente si era giunti all’accordo di demandare il riparto di fondi regionali (12milioni di euro) per Avellino e provincia ai tecnici dell’istituto che in maniera del tutto trasparente dovevano individuare per ogni comune gli interventi più urgenti. Si trattava di una conquista da parte nostra dal momento che alcuni giorni prima il presidente in maniera autoritaria aveva operato la ‘sua’ ripartizione. Tuttavia nonostante l’annuncio che occorreva soddisfare in maniera prioritaria le situazioni di degrado urbano più urgenti, il presidente, con un criterio particolare non concordato con alcuno, ha stabilito che l’urgenza non è data dalla obsolescenza delle abitazioni ma dalla percentuale di possesso dell’Istituto sul quartiere da risanare che deve essere uguale o superiore al 90 per cento. In questo modo ha fatto entrare dalla finestra ciò che era uscito dalla porta. Il criterio adottato, in definitiva, è questo: si riparano le abitazioni più recenti (in quanto gli alloggi non riscattati sussistono nei quartieri di più recente costruzione), si eliminano i quartieri più vecchi e degradati perché qualche inquilino è diventato proprietario. Sembra che il presidente ignori che gli inquilini hanno contratto con l’Iacp un mutuo ventennale o venticinquennale e non possono essere equiparati a legittimi proprietari trattandosi invece di cessioni con patto di futura vendita”.
L’architetto alla guida dell’Ufficio Tecnico Iacp in una nota inviata alla presidenza ha chiarito: “la decisione di individuare tra gli interventi da inserire nell’elenco esclusivamente quelli in cui la proprietà dell’Iacp sia superiore o uguale al 90% del totale ha comportato l’esclusione di edifici in condizioni peggiori (in alcuni casi molto peggiori) rispetto a quelli inclusi”. “E’ chiara – conclude Tangredi – l’amarezza del funzionario. Addirittura a Cervinara in una scala di gravità giudicata dai tecnici a livello 9 si utilizza il denaro pubblico per interventi giudicati in vece a livello 5 o 6. Rispetto a queste scelte non staremo con le mani in mano, procederemo da subito ad interessare la Regione per l’invio di ispettori presso l’Iacp per accertare la legalità degli atti che si consumano nell’ente e chiederemo il commissariamento inviando inoltre una copia della documentazione alla Procura della Repubblica di Avellino”.

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