Cervinara – Il risultato del referendum a Mirafiori è straordinario e inaspettato, poiché i lavoratori della catena si sono espressi per il no. Ora è necessario lavorare alla riuscita dello sciopero del 28 e aprire una grande vertenza nazionale perché l’azienda e il governo si assumano la responsabilità, di comunicare il piano industriale per il rilancio di tutti gli stabilimenti. La lotta per i diritti e il lavoro non è finita, comincia solo ora. Per questo come circolo PRC e come comunisti, mercoledì 26 saremo a Cervinara, presso l’area mercato per informare i cittadini che il diktat imposto da Marchionne, a Mirafiori e a Pomigliano, in accordo con la Fim, Uilm, Fismic, Ugl, rappresenta il più grave attacco al lavoro e alla democrazia del dopoguerra. Il peggioramento pesantissimo delle condizioni di vita e di lavoro, procede con l’attacco ai diritti garantiti dalla Costituzione. Rappresenta la volontà di riportare il lavoro a una condizione servile e di distruggere l’unica avanguardia di classe, la FIOM, per fare in modo che nei luoghi di lavoro esistano solo sindacati servili a comando del padrone. Dire che:
si cancella il contratto nazionale per imporre condizioni di lavoro pesantissime: per i ritmi, il taglio delle pause, il lavoro notturno, gli straordinari comandati senza contrattazione, il rifiuto dell’azienda di pagare i giorni di malattia a suo carico;
si cancella il diritto di sciopero, stabilendo che chi viola le clausole dell’accordo è passibile di “infrazione disciplinare” e quindi di licenziamento;
si elimina la possibilità per le lavoratrici e i lavoratori di poter eleggere i propri rappresentanti sindacali e si stabilisce che solo le organizzazioni sindacali che hanno sottoscritto l’accordo separato, hanno diritto a esistere in fabbrica, eliminando per chi dissente ogni agibilità sindacale;
il lavoro schiavistico, la cancellazione della democrazia e della Costituzione è un modello che non rimarrà confinato alla Fiat, ma se non sarà contrastato e battuto, diventerà il modello generale dei rapporti di lavoro nel nostro paese.
Nello stesso giorno, saremo ai cancelli dello stabilimento CAM di Airola (BN) al cambio di turno, per portare solidarietà ai lavoratori. Dire loro che noi giovani, comunisti e uomini coscienti saremo con loro fino alla fine, non piegheremo la testa e consideriamo il regime del ricatto nel nome del profitto, socialmente e moralmente intollerabile. Grazie agli operai e alle operaie di Mirafiori, oggi ci sentiamo tutti più liberi e un po’ più forti.
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