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Cervinara – Energia eolica, il consiglio discute ma non decide

Cervinara – Il Consiglio Comunale di Cervinara prende tempo sulla proposta avanzata dalla Ditta Buran per lo sfruttamento dell’energia alternativa sull’intero territorio comunale. Dopo ampia discussione il civico consesso ha deciso per un approfondimento dell’intera questione con l’acquisizione di nuovi elementi tecnici. Con il recente varo del protocollo di Kioto sulla tutela ambientale e sulle forme di energia rinnovabili, si è avuto il proliferare di una serie di società che hanno elaborato sistemi per la produzione di energia, che in molti casi sono a costi zero. Il sistema in questione, come hanno spiegato i tecnici della Ditta Buran, ascoltati in Consiglio Comunale, prevede soluzioni tecniche per lo sfruttamento dell’energia eolica secondo un brevetto originale e avveniristico. Infatti la produzione di energia dovrebbe avvenire, sempre secondo quanto rappresentato dai tecnici, attraverso un sistema con impatto ambientale praticamente nullo, essendo tutte le strumentazioni contenute all’interno della palificazione del corpo illuminante. Inizialmente il progetto prevede l’installazione di circa 350 di questi pali, alti dieci metri e con un diametro di cinquanta centimetri. Successivamente man, mano il numero di queste apparecchiature dovrebbe salire intorno a 1000. Lo schema di convenzione presentato dalla ditta Buron non è stato però approvato dal consiglio, e quindi le possibilità di sfruttare i finanziamenti previsti dalla normativa per la Ditta Buran appaiono a rischio. Tutti i gruppi sia di maggioranza che di minoranza hanno espresso qualche perplessità circa i risultati assicurati dalla Ditta Buran, ovviamente senza spese per il Comune, ed hanno preso tempo. Già in passato fu tentata sul territorio comunale la produzione di energia alternativa con l’installazione di pali fotovoltaici ad energia solare, per l’illuminazione delle zone periferiche del paese e delle zone rurali e di campagna. Centinaia di pali illuminanti finanziati dalla Comunità Montana del Partenio, che da tempo non funzionano per mancanza di manutenzione . In alcuni casi sono addirittura scomparsi sia i pannelli solari che gli accumulatori di energia, una situazione di abbandono che ha turbato non poco la cittadinanza.

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