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Cervinara – Alluvione del 1999, tutto nel dimenticatoio

Nessuna cerimonia, neanche un ricordo per le cinque vittime di quella tragica notte. E’ passato così il nono anniversario dell’alluvione che colpì Cervinara la notte tra il 15 e 16 dicembre del ‘99. E’ l’ennesimo velo pietoso: i ruderi delle case invase da acqua e fango, sono ancora là. Ancora visibili i segni della furia della natura, di quei momenti drammatici che nessuno riesce a dimenticare. Tanti progetti, tante promesse: la popolazione delle due frazioni Ioffredo e Castello, fatta di persone tranquille e umili lavoratori, alla fine si è rassegnata e vive il suo disagio e la sua delusione, peraltro senza essere mai coinvolta sulle scelte del possibile futuro di questi luoghi. E le prospettive non sono affatto chiare. Espletata da tempo la gara di appalto per l’abbattimento delle case danneggiate, i lavori non sono ancora iniziati. I proprietari, che dovrebbero vedere ricostruite le loro abitazioni in Via Cupa Piscimari, non si fidano e soprassiedono sulla cessione delle aree di sedime. Sempre i proprietari sono sul piede di guerra, perché da mesi non ricevono il rimborso del fitto delle abitazioni occupate all’indomani dell’alluvione. Per non parlare di chi si è visto togliere, senza nessun preavviso, intere selve in montagna coltivate a castagneto, per costruire delle vasche di contenimento contro eventuali altri eventi alluvionali. Lavori che, come sostengono molti tecnici, potevano essere realizzati diversamente, senza devastare una delle zone più belle della montagna cervinarese con l’abbattimento di migliaia di piante. Un cane che si morde la coda e a pagarne le spese i cittadini cervinaresi.

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