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Cervinara, 9 anni fa l’alluvione: il punto del sindaco Cioffi

Cervinara – Le piogge di questi giorni e i disagi che si sono registrati in tutta Italia riportano inevitabilmente alla mente degli irpini anche le sciagure che negli anni si sono abbattute nella nostra provincia. Tra queste l’alluvione che nella notte tra il 15 e il 16 dicembre 1999 si abbatté improvvisamente su Cervinara provocando morte e distruzione nell’allora tranquillo comune. Una calamità naturale che purtroppo non rappresenta un caso isolato per l’Irpinia e per la quale, a distanza di nove anni, resta ancora da lavorare per apporre la definitiva parola fine alla tragica vicenda. E’ il sindaco Franco Cioffi ad illustrare lo stato dei lavori di ricostruzione e di ritorno alla normalità per Cervinara ed i suoi abitanti. “Sul fronte della riedificazione – informa – possiamo affermare di essere a buon punto. Il piano urbanistico è esecutivo per circa il 95 per cento della sua totalità. Mancano sostanzialmente solo un paio di pratiche da espletare per la sua ultimazione”. Nel progetto di ripristino delle condizioni abitative, di particolare importanza è stato il nodo relativo all’assegnazione di una abitazione per le famiglie sfollate a seguito della catastrofe. “Per loro – spiega il primo cittadino – è stato attivato uno specifico contributo attraverso il quale ciascun nucleo ha potuto riavere una propria dimora avvalendosi di imprese di fiducia e dei tempi e modi preferiti. La locazione individuata è a valle del paese”. Anche questa misura si è resa possibile grazie ai fondi per la ricostruzione attivati dal Commissariato Straordinario di Governo e in questo senso desta apprensione la scadenza del prossimo 31 dicembre con la quale dovrebbe completarsi l’intervento economico sovraordinato. “L’interruzione dei fondi – avverte Cioffi – creerebbe problemi all’erogazione degli aiuti finanziari per il pagamento dei fitti che vengono corrisposti alle famiglie che sono state evacuate”. Ma per il primo cittadino esiste già la soluzione al problema: “I fondi stanziati non sono stati totalmente esauriti – evidenzia – e a prescindere dalla chiusura della fase di emergenza, per recuperare il denaro necessario a coprire la spesa dei fitti, insisteremo nelle sedi opportune per poterci avvalere proprio su queste parti residue di contributi”. Nove anni dopo l’alluvione, tra ostacoli e rallentamenti vari, Cervinara sembra quindi finalmente pronta a voltare pagina, ma, come sempre in questi casi, è fondamentale trarre il giusto insegnamento dalle tragedie. L’auspicio è che provvedimenti come quello della rete pluviometrica installata in montagna e un attento monitoraggio del territorio possano servire a prevenire nuovi drammi in futuro, o almeno a garantire una provvidenziale soglia d’allerta.

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