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Presso l’Unione degli Industriali, il segretario provinciale Failms, Roberto Flammia e la R.S.U. Giuseppe Barrasso hanno incontrato il liquidatore aziendale Lorenzo Tornatore, alla presenza della dottoressa D’Archi e del consulente Michele Galgano. L’incontro è stato promosso e sollecitato dai vertici sindacali Failms al fine di chiedere chiarimenti in merito ad una situazione paradossale che rischia di lasciare senza sostentamento economico i lavoratori della C.D.I.
Infatti il 31 dicembre termina il periodo di Cigs straordinaria, e già sono state avviate le procedure per la richiesta di Cassa Integrazione in deroga. Queste prevedono un iter burocratico di almeno 5 mesi, e quindi, qualora si riuscisse ad ottenerla, inizierà ad essere stanziata a partire dal mese di maggio. Si evidenzia quindi un gap di circa 5 mesi, in cui i lavoratori rimarrebbero senza il minimo supporto finanziario. Il sindacato, durante l’incontro, ha avanzato le sue proposte in modo da evitare il peggio. Ha chiesto a chiare lettere al liquidatore Tornatore di anticipare queste cinque mensilità attraverso lo stanziamento graduale del T.F.R. di cui i lavoratori sono creditori verso l’azienda, o quantomeno di trovare altre soluzioni alternative che consentissero alle tante famiglie di non restare allo scoperto. La risposta, come sempre, è stata elusiva e negativa. “Il liquidatore, senza dimostrare la benché minima sensibilità – si legge nella nota – , ha ribadito che non ci sono soldi. “Ma come – asseriscono gli esponenti sindacali – se ci si licenzia il T.F.R. viene immediatamente erogato, mentre se si chiede di anticiparlo, in attesa della cassa integrazione in deroga e, si spera, della ripresa delle attività, i soldi spariscono?” Quesito che non ha trovato risposta ed ha costretto i rappresentanti della Failms ad abbandonare l’incontro.
“Noi della Failms – affermano Flammia e Barrasso – siamo stanchi della continua pubblicità sulla riconversione industriale che ci viene da tempo propinata da istituzioni e dall’attuale proprietà. Siamo stanchi di continue passerelle, chiacchiere, parole che stanno perdendo ormai il loro significato. Vogliamo impegni concreti. E’ giunta l’ora che il sindaco di Calitri investa tutti i livelli istituzionali per far si che 240 famiglie tirino a campare almeno per i prossimi 5 mesi con un minimo sostentamento economico. Abbiamo fatto delle proposte ragionevoli e attendiamo risposte. La nostra azione, nei prossimi giorni, qualora non ci saranno risvolti positivi, sarà concentrata in una serie di assemblee e sit-in sul territorio, presso il Comune di Calitri, presso la Provincia di Avellino, presso la Prefettura. Invitiamo tutti i lavoratori e le altre organizzazioni sindacali a costruire un fronte unico per superare questo drammatico inizio anno. Non possiamo consentire che in questo periodo di crisi 240 famiglie restino senza neppure un euro”.