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“C’è grande preoccupazione per il futuro – scrive in una nota Franco Fiordellisi della Filctem Cgil – Oltre ai problemi connessi alla Sanità, Comunità Montane, abbiamo le crisi industriali da cui non si riesce a dare risposte serie. Basta pensare che l’area industriale di Calitri attualmente ha più stabilimenti fermi di quanti addetti vi lavorino, poco più di 60 addetti in una zona industriale con 11 stabilimenti 3 attivi e una previsione di circa 400 addetti, risultato desolante a 30 anni dal Terremoto 1980 che aveva visto gli investimenti in montagna e che oggi con le poche e scarse infrastrutture stanno scomparendo. Da questa analisi abbiamo deciso di avviare un ciclo di iniziative e mobilitazione, con inizio il 25 giugno con l’adesione allo sciopero indetto dalla CGIL a Napoli. Daremo il nostro massimo apporto come dipendenti Cdi chiedendo di partecipare a tutti i colleghi, per far sentire la nostra voce a Lettieri che aveva promesso in tempi brevi la riconversione. Noi vogliamo coinvolgere tutte le istituzioni dell’Alta Irpinia, le stesse istituzioni che riescono a trovare soluzioni per i 150 addetti a termine della Comunità Montana. Caratterizzeremo, con i nostri slogan e striscioni della Cdi, il corteo della CGIL di Avellino. Dimostriamo di non essere domi e appiattiti sugli ammortizzatori sociali. Vogliamo una formazione e riqualificazione professionale adeguata. Chiediamo che sia rispettata la parola data da Lettieri alla fine del 2009 (“… non abbandono il territorio di Calitri, anche se nel tessile non credo più. Mi avete dato tanto e voglio fare in modo di continuare a fare del business a Calitri, negli accumulatori di energia e nei motori elettrici…vi considero come figli…”).