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Si è proceduto inoltre a sequestrare alcuni prodotti contraffatti per frode alimentare nell’esercizio del commercio e vendita di prodotti industriali con segni mendaci.
Nell’ambito della operazione si è accertato che il titolare dell’opificio deteneva circa 40 Kg di formaggio a pasta dura di provenienza francese, posta in vendita con la denominazione di Parmigiano sul quale era impresso un timbro sullo scalzo riportante “FR CE ed un numero non leggibile”, sul quale era incollato uno scontrino riportante il peso (31,8 kg) ed altre indicazioni non leggibili. Sullo scalzo e sui fondelli non erano inoltre riportate altre indicazioni.
Dalla stessa ispezione è emerso, inoltre, che in alcune celle frigo, situate nei locali del caseificio adiacente al punto vendita, sono stati rinvenuti e successivamente posti sotto sequestro circa 800 kg. del formaggio a pasta filata – suddivisi in 450 caciocavalli di diversa pezzatura e il cui valore merceologico ammonta a circa di 20.000 euro – e circa 150 kg di cacioricotta, il cui valore è di circa 950 euro. I formaggi erano privi di qualsiasi cartello identificativo, ed erano in cattivo stato di conservazione in quanto presentavano evidente stato di alterazioni con abbondante presenza di muffe e forti sentori di rancido, costituendo violazioni alle norme di corretta detenzione e conservazione dei prodotti alimentari.
Viste le cattive condizioni igieniche e sanitarie in cui versava il caseificio, è stato opportuno far intervenire i responsabili dell’Asl, i quali su precise indicazioni degli uomini del Corpo Forestale dello Stato e dell’Ispettorato centrale, hanno provveduto ad effettuare dei campionamenti al latte custodito in vasche refrigerate e pronto per la lavorazione, successivamente è stata disposta la chiusura amministrativa delle aree di lavorazione ed etichettatura dell’opificio industriale.
Sono state rilevate inoltre anche violazioni alle norme ambientali (smaltimento illecito di rifiuti derivanti dal ciclo di produzione del caseificio per smaltimento illecito dei reflui di scarico della stessa azienda).
Tale intervento è stato preceduto da un’altra operazione eseguita sempre dagli Reparti Forestali, presso una azienda leader nel settore della lavorazione di prodotti ortofrutticoli a Santo Stefano del Sole: in questo caso è stato deferito all’autorità giudiziaria competente il responsabile aziendale per reati contro l’ambiente e gli sono state contestate sanzioni amministrative relativamente alla tracciabilità dei prodotti agroalimentari.